Il memorabile International Karate + per C64

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Pubblicato dalla software house inglese System 3 nel lontano 1987, International Karate + (o IK+) fu il sequel dell’acclamato International Karate di un anno prima. Il gioco uscì nelle versioni per ZX Spectrum, Commodore 64 e Amstrad CPC, ebbe grande successo e riuscì a migliorare significativamente alcuni difetti nella giocabilità del prequel.

Considerato uno dei primi titoli con un discreto grado di realismo per quanto riguarda il karate vero e proprio, IK + vedeva tre karateka combattere fra loro in vari scenari esotici, all’interno di una sorta di lotta tutti contro tutti. Vinceva chi riusciva a realizzare almeno sei punti nel corso del tempo assegnato per il combattimento. I punti erano assegnati al karateka che buttava giù un avversario con un calcio o un pugno: un punto per un knockout parziale e due per un ko. L’obiettivo era quello di provare e segnare i sei punti prima degli altri. In tutto c’erano 14 differenti mosse attuabili con il joystick, tramite la combinazione fra il tasto fire e le direzioni. Se un combattente raggiungeva il punteggio di sei punti prima dello scadere del tempo, i secondi rimasti venivano trasformati in punti bonus.

Il secondo karateka con il punteggio più alto passava al turno successivo, mentre il terzo era eliminato. Il gioco presentava un buon livello di progressione della difficoltà, partendo dal livello di cintura bianca, per poi passare al giallo, al verde, al viola e infine al nero.

Ogni tre livelli completati, c’era la possibilità di aumentare il punteggio attraverso un livello bonus. Il combattente andava così da solo al centro dello schermo, armato con un scudo difensivo. In questa posizione doveva deviare una serie di palle provenienti da entrambi i lati, con la loro velocità in costante aumento.

Dal punto di vista tecnico IK+ era molto ben fatto, soprattutto per quanto riguarda il settore grafico. Indimenticabili i vari scenari di gioco esotici e di stampo non solo orientale, mentre i karateka erano purtroppo totalmente uguali fra loro, e si distinguevano solo dal colore del kimono.

Molto bella anche la musica, scritta dal famoso Rob Hubbard, con la presenza di alcuni campionamenti tratti direttamente dal film di Bruce Lee Enter the Dragon.

Dato il grande successo del gioco, ne vennero successivamente realizzate delle conversioni e dei remakes per Atari ST, Amiga e Amiga CD32, ma senza che tali versioni raggiungessero mai vette di popolarità simili all’originale per C64. Infine, nel 2002, la software house Ignition realizzò una versione di IK+ anche per Game Boy Advance e PlayStation, uscite poi sulla Virtual Console in Europa lo scorso 25 luglio. Entrambe non ebbero grande successo.

Resta solo da aggiungere che IK + fu uno di quei titoli davvero memorabili, soprattutto nella sua versione per C64. Giocabile e divertente, rappresentò davvero un gioco imprescindibile per quegli anni lontani, e con il quale è sempre piacevole farsi una partita anche solo per ricordare quei tempi.

Commenti

  1. [1]

    Solo una piccola precisazione, sul c64 lo scenario era animato ma era uno solo e sempre uguale per tutto il gioco. Era in IK (e nel rivale Way of exploding fist) che cambiava.

    Curiosità tecnica: il gioco si svolge tutto nella parte inferiore dello schermo, le animazioni dei karateka non si sovrappongono mai con lo sfondo animato. Questo permetteva una gestione completamente separata della grafica, consentendo sia di animare i 3 karateka (con tanto di ombre “realistiche”) che i notevoli effetti dello sfondo in conteporanea.

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