Dragon’s Lair, il laser game più famoso

Sebbene il 1983 venga spesso ricordato per la crisi del mercato videoludico, fu anche l’anno che vide l’uscita di Dragon’s Lair, uno dei primi arcade ad usare il nuovo formato Laserdisc e, senza ombra di dubbio, il più acclamato fra gli stessi Laser Games.

In effetti, il gioco incassò oltre 32 milioni di dollari negli otto mesi successivi al suo lancio e si stimò che il guadagno medio di un cabinet di Dragon’s Lair si aggirava intorno a 1400 $ settimanali, vale a dire una cifra dieci volte superiore rispetto ai ricavi di un qualsiasi altro coin-op dell’epoca.

Il punto di forza Dragon’s Lair fu certamente la grafica animata, straordinaria e inconsueta per i primi anni ’80, curata dall’ex impiegato della Disney Don Bluth, produttore del gioco stesso insieme a Cinematronics e RDI Video Systems.

Ad una grafica eccezionale si affiancava un gameplay piuttosto “fiacco”: rivestendo i panni del cavaliere Dirk, al giocatore spettava il compito di salvare la principessa Daphne avanzando semplicemente fra gli scenari, dopo aver individuato la giusta sequenza di mosse da compiere.

Fu proprio una giocabilità così scarsa a non risparmiare a Dragon’s Lair varie critiche: in breve tempo, i giocatori più assidui impararono a memoria le mosse esatte portando così a termine il gioco con estrema facilità.

Tuttavia, si trattò di un indiscusso successo e Dragon’s Lair resta tuttora un titolo popolare e apprezzato, grazie anche al numero esorbitante di conversioni, sia per home computer che per console.

Inoltre, avvalendosi dei lettori di ultima generazione, i nuovi remake di Dragon’s Lair sono oggi in alta definizione, vantando una grafica persino migliore di quella originale.

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