I videogiochi rendono odiosi, secondo l’autore di Journey

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È ormai diventato un luogo comune, e oggetto di numerose battute sulla rete, il personaggio del videogiocatore aggressivo che soprattutto nelle sfide multiplayer inveisce contro gli avversari anche in maniera piuttosto pesante. Secondo Jenova Chen, sviluppatore del recente Journey, la colpa non è tanto delle singole persone, quanto dei videogiochi stessi che tendono a tirar fuori la parte più odiosa di noi stessi.

In un’intervista al sito inglese Eurogamer, Chen afferma che il design di molti giochi, che si basa sull’uccidersi l’un l’altro, non fa altro che stimolare la componente più aggressiva delle persone fino a renderle insopportabili, persone che, nella maggior parte dei casi, non sono così di natura.

Per questo, continua Chen, Journey si basa su un’idea diversa, per veicolare emozioni di pace e amore. Al di là della visione molto “hippie”, è sicuramente un bene vedere che i videogiochi possono trasmettere sensazioni senza necessariamente ricorrere all’azione violenta, ma questo è davvero in grado di trasformare anche gli animi più pacati o le affermazioni di Chen sono un’esagerazione? Voi cosa ne pensate?

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