Napster e l’inizio del P2P

Napster fu realizzato da Shawn Fanning e reso funzionante a partire dall’autunno del 1999 fino a quando, nel luglio del 2001, dovette chiudere i battenti a causa della ripetuta violazione del copyright.

Tra i primo in assoluto nel suo genere, questo programma non utilizzava dei veri e propri server centrali che memorizzavano la lista utenti e i file condivisi, bensì lo scambio avveniva in maniera più simile al metodo utilizzato dalle instant chat (Messenger per esempio), che comunque erano già presenti all’epoca come IRC; infatti il sistema utilizzato da Napster era lato client e i server si limitavano a indicizzare il materiale condiviso.

Possiamo dire che Napster è il simbolo del mondo P2P e rappresentò sicuramente una bella novità per tutti gli utenti del Web di allora: un servizio gratuito con il quale poter condividere musica con gli altri utenti che utilizzavano tale sistema, il tutto agevolato dal formato MP3 che in quegli anni iniziava a prendere considerevolmente piede, grazie alla sua capacità di fondere una buona dose di qualità in pochissima quantità di MB.

Basti pensare che nel periodo di massimo splendore poteva vantare un utenza di circa 60 milioni e una quantità spropositata di musica condivisa, oltre che una popolarità tale da essere nominato nel film “The Italian Job”.

L’entità del danno che risultò dal processo e che avrebbe dovuto risarcire fu quantificata nella considerevole cifra di 26 milioni di dollari per l’attività svolta in passato, e ben altri 10 per i danni che avrebbe provocato in futuro alle case discografiche, titolari dei copyright dei file condivisi illegalmente in rete.

Napster cercò di assolvere il proprio debito trasformando il servizio da gratuito a pagament, ma, da quel momento fino alla chiusura, fu davvero cosa breve: un giudice fallimentare ne decretò la sua fine, la maggior parte dei dipendenti furono licenziati e sul dominio fu lasciata la dicitura “Napster era qui”.

Eppure, da un intervista svolta nel 2002 fatta al suo ideatore Fanning, si scopre che questo programma fu incentivato all’utilizzo dagli stessi cantanti e musicisti con cospicui finanziamenti a causa della forte protesta ai continui maltrattamenti subiti dalle case discografiche, il cui unico intento è quello di massimizzare il più possibile il guadagno.

Napster attualmente è un servizio a pagamento per scaricare musica, ma ciò non toglie che resterà nella storia per aver dato inizio all’era del P2P che, nonostante le continue battaglie legali avviate dalle case discografiche, il mondo del P2P non solo non cessa di esistere, ma al contrario è in continua espansione.

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Commenti

  1. [1]

    ricordo la prima canzone che cercai con napster: losing my religion dei rem…. non mi sembrava vero poter accedere ad un archivio musicale immenso…. (chi aveva 20 anni come me sa bene che internet era ben altra cosa e non per tutti)!!!

  2. [2]

    Bei tempi, era una cosa nuovissima.
    La prima canzone che scaricai fu “Maniac” di Maichael Sembello, perchè non riuscivo a trovarla da nessuna parte e..lì c’era!

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