Target adulto significa buon videogioco?
di Moreno Tiziani - Giovedì 6 Marzo 2008 alle 08:33
Recentemente mi è capitato di leggere su una rivista la recensione di Ratatouille, gioco proposto sulla scia della pellicola cinematografica.
In breve, la recensione riportava un giudizio complessivamente positivo, per quanto non molto entusiasta perché, in fondo, il target a cui si rivolgeva era costituito di persone d’età molto giovane. Difficile dunque dare un punteggio alto come per i giochi da “adulti”.
La cosa mi è sembrata un po’ strana. Un videogioco merita giudizi diversi a seconda del target per cui è pensato? Oppure ci sono caratteristiche intrinseche che vanno valutate di volta in volta, ma che comunque rendono i videogiochi equiparabili al di là del pubblico di riferimento?
Un altro esempio è il gioco Noa e la gola di Olduvai, promosso da La220 e sviluppato da StudioBASE2. Parlandone con amici, visto che l’idea mi sembrava meritevole, il videogame ha ricevuto diverse critiche per la grafica e il gameplay, salvo rivalutarlo quando si è scoperto che era stato pensato per bambini e ragazzi.
Capisco che l’approccio è diverso, così come lo è per altri media, specie per quel che riguarda la fruizione di un prodotto. Tuttavia, mi chiedo se la fascia d’età sia una discriminante corretta per capire se un gioco è “buono” o meno. Voi cosa ne pensate?
Tags: No Tags

bhe che ne pensiamo…
raramente mi sono trovato daccordo con una recensione.
il sistema dei voti è ridicolo, e riecheggia il fallimentare modello scolastico, tuttavia mi rendo conto che possa essere necessario un giudizio sintetico, specie nei tempi contemporanei: un po’ convulsi.
che cosa dovrebbe fare una recensione quindi?
probabilmente individuare con chiarezza il target per cui quel prodotto è pensato (o invece se riesce a godere di un respiro “universale”).
quindi l’aspetto tecnico: il gioco è curato? funziona bene? oppure è tirato via? (anche se fosse un capolavoro, i problemi tecnici posso distruggere qualsiasi esperienza, e le patch possono anche non arrivare).
quindi le considerazioni personali del recensore su gameplay, veste artistica, storia ed altro, magari con un piglio oggettivo (un’ambientazione od un genere possono anche non piacere ma se c’è del lavoro dietro ed è ben fatto va detto e lodato).
troppo spesso ho ammirato giochi che prendevano votazioni anonime (6-7) mentre innanzi alle corazzate da 9 ed oltre sono rimasto interdetto.
c’è poi un problema culturare: america e non europa; alcune giochi d’oltre oceano propongono dialoghi e modelli che credo non siano così diffusi ed accettati da queste parti, quindi alcune valutazioni proprio non le capisco.
di pralaya - 07 Marzo 2008 - 16:11