Taito, dai juke-box a Space Invaders

Taito, la storica azienda giapponese che ha sfornato titoli del calibro di Space Invaders e Bubble Bobble, ha sicuramente dato un apporto vitale al mondo videoludico.

La parola “Taito” significa “lontano est” e fu il nome scelto dal suo fondatore, il russo Michael Kogan. La “Taito Trading Company” iniziò la propria attività, nel lontano 1953, commercializzando distributori automatici e juke-box ma, dagli anni sessanta, si concentrò nella produzione di flipper e arcade elettromeccanici.

Nel 1973, fiutando da oltreoceano il business dei videogiochi, lanciò sul mercato Elepong, il suo primo videogame. Si trattava di un semplice clone di Pong: all’epoca non esisteva copyright sul “concept” e il tutto era relativamente semplice da riprodurre in quanto basato su componenti discreti interconnessi.

Taito smise presto di copiare e nel 1975 sfornò l’innovativo Western Gun, il primo videogame ad essere esportato e riproposto dalla Midway, con il nome di Gun Fight. Ma il successo planetario Taito lo ottenne con Space Invaders, un vero fenomeno che avevamo già ricordato un po’ di tempo fa e che merita qualche approfondimento.

“Space Invaders” fece la sua apparizione nell’estate del 1978 ad opera di Tomohiro Nishikado, un game designer cresciuto in Taito, che si ispirò a varie fonti prima di partorire il suo capolavoro.

L’idea originale può essere ricondotta a Breakout di Atari, di cui conserva lo scopo finale per il giocatore: completare lo stage eliminando tutti gli avversari. Al posto degli statici mattoncini, nella mente di Nishikado, doveva esserci qualcosa di animato e molto più complesso graficamente; tra i possibili avversari passò in rassegna carri armati (troppo inflazionati), aerei (il cui moto era troppo difficile da simulare), soldati (a cui sparare non era un bell’esempio).

Erano gli anni di “Star Wars” e di “Godzilla” (molto in voga negli ’70 in Giappone), l’ambientazione spaziale-fantascientifica alla fine risultò la scelta più ovvia e Nishikado cominciò ad abbozzare il design dei mostri alieni prendendo spunto dai tripodi de “La guerra dei mondi” di H. G. Wells.

space monster

La stessa Taito nel 1972 aveva sviluppato un arcade elettromeccanico chiamato Space Monsters e si pensò di rispolverarlo proponendone questa nuova versione digitalizzata. E “Space Monsters” fu proprio il nome che il videogame ebbe fino all’ultima fase di sviluppo, prima che i vertici di Taito lo cambiassero in “Space Invaders” immediatamente prima del lancio.

Nishikado si scontrò con i limiti dell’hardware a disposizione: la CPU intel 8080 non era abbastanza potente per muovere i nemici, come lui voleva, e non era per nulla soddisfatto del risultato finale che, di fatto, diventò una caratteristica distintiva del gioco: il moto schematico degli alieni che avanzavano in blocco da un lato all’altro dello schermo.

La primissima release fu realizzata con cabinet cocktail-table, grafica totalmente monocromatica e tre tasti (left, right, fire). Le versioni cedute in licenza, e prodotte dalla Midway, introdussero il joystick a due vie, il fondale disegnato e il display diviso nelle classiche tre fasce colorate.

Nei mesi successivi, solo per il mercato giapponese, ne furono prodotte più di 100.000 unità, riciclando ogni tipo di cabinet. Space Invaders era praticamente ovunque, tanto che le monete da 100-yen iniziarono a scarseggiare.

Space Invaders va anche ricordato per aver introdotto un “attract mode” che non si limitava a mostrare le fasi di gioco: memorabile la scritta ‘PLAY SPACE INVADERS’ con le ‘Y’ rovesciate e un “invasore” che le trasportava via dallo schermo e tornava con quelle corrette.

Nel 1980, la versione casalinga per Atari 2600 fu la prima conversione ufficiale di un arcade e diventò la vera “killer application” per la console e, in generale, per il mercato dei videogiochi.

Tra gli altri successi della Taito negli anni ’80 ricordiamo Bubble Bobble, Arkanoid e Operation Wolf; Puzzle Bobble del 1994 fu il canto del cigno, l’anno dopo Taito chiuse la filiale americana.

Nel 2005 fu acquisita dal colosso giapponese Square Enix.

Tag: , , , ,

Inserisci il tuo commento