La straordinaria qualità di Space Harrier

Uno dei più bei titoli del geniale programmatore Yu Suzuki (che per oltre vent’anni è stato la mente dietro a molti dei titoli Sega più importanti) è stato senza dubbio Space Harrier, un videogame arcade dell’ottobre 1985 che fece davvero epoca, diventando popolarissimo del genere degli sparatutto a scorrimento fantascientifici.

Progettato per un hardware specifico (un doppio processore MC68000), il gioco rappresentò lo stato dell’arte grafico per quel tempo, grazie ad una grandissima serie di effetti visivi, esplosioni e vari mostri di ogni genere. La giocabilità era quella classica degli action dell’epoca, anche se presentava la particolarità di un eroe volante inquadrato da dietro. Lo scorrimento in avanti era una difficoltà in più, dato che aumentava esponenzialmente l’attenzione alla partita e ciò, unito ad una estrema velocità dello scrolling, imponeva velocità e frenesia con il joystick per sparare ad ogni cosa si muovesse innanzi.

Molto interessante la tecnica visiva del Super Scaler implementata nel gioco: si trattava di un particolare accorgimento grafico che consisteva nel riprodurre a video un “falso” scrolling tridimensionale, isolando volta per volta gli sprites a diverse forme e grandezze. Così si otteneva quell’effetto di velocità mai visto prima e una sensazione di avvicinamento del nemico verso la telecamera, che percepiva il movimento grazie al rapidissimo aggiornamento delle strutture in movimento.

Il concetto del gioco era semplice: fornito di un potente cannone laser il protagonista doveva sparare a tutto ciò che gli si parava davanti, che fosse creatura, mostro, mammuth volante o robot. Lo scopo era percorrere i 18 livelli sparando in ogni direzione, evitando massi e mostri (bellissimi i mammouth con un occhio solo o le facce pietrose stile isola di Pasqua) fino ad arrivare ai boss di fine livello (il dragone a tre teste era impressionante in sala giochi).

Ottimo anche il sonoro di stampo epico, che presentava anche melodie scatenate e soddisfacenti effetti delle esplosioni. Molto ben fatti anche i campionamenti digitalizzati delle voci (una rarità per l’epoca).

Space Harrier fu originariamente creato per i coin-op arcade, ma successivamente varie versioni videro la luce su tantissime macchine da gioco, dal Nes al C64, fino a giungere alla PS2 (in raccolte retrò) e ora al Wii nella Virtual Console Wii (costa 800 punti Wii, cioè 8 euro). Si trattò di una serie di conversioni quasi mai eccellenti, che andavano dal sufficiente al mediocre, e che, in sostanza, non raggiunsero mai le vette della versione arcade originale.

Il gioco è ancora oggi considerato uno degli evergreen del settore videoludico, per certi versi ancora piacevole da vedere e giocare. Facilmente scovabile in vari siti retrò e di emulazione nelle versioni per C64 e per le console più popolari, Space Harrier si merita un’occhiata, se non altro per rinverdire i ricordi di quell’epoca pionieristica per i videogames.

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