Commenti

  1. [1]

    Due piccole note a margine:
    - il creatore era Seymour Papert, non “Seymour Paper”…
    - FORWARD, non FOWARD.

  2. [2]

    Il bello di quell’epoca, i computer servivano a imparare l’informatica come scienza, di conseguenza venivano creati anche linguaggi come LOGO con lo scopo di insegnare i fondamenti anche ai più piccoli. Cosa che non si fa adesso. Si spreme l’utente con le invenzioni del marketing, non lo si educa a considerare l’informatica prima di tutto una scienza.

  3. [3]

    Leonardo, grazie per le correzioni, che mi permetto di imputare ad errori di battitura non rivisti. Cmq Grazie.

    Cristiano, mi trovo ancora in perfetto accordo con te. In effetti quando frequentavo le scuole medie, noi facevamo almeno 2 ore di informatica la settimana (mi pare che la materia si chiamasse Ed. Tecnica) e devo dire che quelle ore ai commodore 64 con il linguaggio Logo prima e con il Basic poi sono servite a creare quella forma-mentis che ritengo necessaria per fare lo sviluppatore.

    Purtroppo oggi l’informatica scolastica si è ridotta ad insegnare l’uso del pacchetto Office, che se da una parte permette di avere un utilizzo più immediato del computer dall’altra rende quasi nulla la possibilità per i ragazzi di scoprir sin da subito cosa ci sia dietro i programmi ed i giochi che tanto li appassionano.

  4. [4]

    la forma-mentis… questa sconosciuta di oggi..
    io ho sempre programmato in basic.. anche nelle medie e alle superiori (poi pascal.. e cobol..) e in effetti la base mentale che danno questi linguaggi serve a capire il 90% dei programmi oggi in uso nei pc..

  5. [5]

    La stessa identica cosa l’avevo trovata presentata come applicazione su un vecchio Pc “giocattolo” che mi comprarono da piccolo, ComputerBit COMMUNICATOR :°D Bei ricordi >_

  6. [6]

    Adesso si potrebbe utilizzare almeno Squeak (smalltalk). Purtroppo confermo la tendenza ad insegnare office/windows.

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