Jumper: seguendo una storia secondaria…

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Che film e videogiochi vadano di pari passo come uscite non è certo una novità, come non è una novità che un potenziale film di successo punti ad altrettanto successo nella via ludica, ricalcando i temi che hanno ammaliato gli spettatori del grande schermo. Ma se lo spunto è solo tale e si racconta altro?

Questo è il caso di Jumper, il film in cui un avvenente Hayden Christensen ci racconta la sua vita scandita da “salti” (teletrasporto) che lo porta in un conflitto vecchio di secoli. Ebbene il gioco basato su Jumper non ci dà dettagli sul protagonista, non ci dice cose ulteriori sulla sua vita e sulla conclusione del film. Questa volta il gioco ha il ruolo di narrazione parallela… altro modo per intrigare? Forse.

Nel gioco si è nei panni di Griffit il “quasi” amico del protagonista del lungometraggio. Si potrebbe anche ben sperare: stessi poteri ma storia inedita. Invece no, il gioco su molti punti è carente.

Il piano grafico è misero e stiamo parlando di un titolo per PS3 e xBox360. Inoltre, a rendere tutto piatto e tediante, c’è la scomodità di una telecamera poco dinamica e di un set di scenari “noiosetti” (identici a quelli del film senza aggiungere altro).

I combattimenti sono ripetitivi fino alla noia mortale. In pratica si vive di “saltelli” alle spalle del nemico e l’idea originale del seguire la vita dell’amico Griffit finisce per essere un qualcosa di inutile. Insomma una premessa simpatica ma poi un niente di fatto come esito…un po’ come anche per il film.

Insomma un gioco con un’idea di fondo carina e con un sistema di combattimento che ha la particolarità del teletrasporto ma niente per cui correre ad acquistarlo.

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