Direttamente dalla copertina del prossimo numero (ottobre) della rivista GameInformer la conferma del prossimo titolo su cui sta lavorando Electronic Arts: Dead Space.
Si tratta di un survival horror con visuale in terza persona (aggiungerei ovviamente visto che questo garantisce il pathos a questo genere di giochi), ambientato a bordo di una astronave dispersa nello spazio profondo.
Pensare, creare e sviluppare un gioco diventa sempre una sfida più difficile, le aspettative sono sempre maggiori, gli utenti più esigenti e le tecnologie più raffinate, tanto da costringere i programmatori a veri miracoli per accontentare tutti.
Quando poi il gioco in questione non è una grande produzione, un FPS di ultima generazione o un titolo che fa anche della trama la base per il successo, le cose sono ancora più difficili.
Ok, l’estate è finita, ma c’è chi ha ancora voglia di un tuffo nell’azzurro. Anche solo per rilassarsi un pò e magari esplorando affascinanti fondali.
Questo è oggi possibile in maniera virtuale grazie al Wii ed a Endless Ocean.
Questo originale titolo (che in Giappone si chiamerà “Forever blue”) è sviluppato dal team Arika (dal nome del suo fondatore) che nacque nel 1996 impiegando una parte di programmatori della Capcom: il loro primo titolo fu Street Fighter Ex (il discusso tentativo di portare in 3d il mitico picchiaduro).
Dopo i numerosi video messi a disposizione degli utenti per saggiarne la grafica e cominciare ad immergersi nell’atmosfera thriller, Kane & Lynch ha finalmente una data di uscita definitiva, molto più vicina di quello che si pensava.
Sul sito ufficiale di SCI Entertainment sono state pubblicate le seguenti date di uscita: 20 Novembre per il mercato Americano e 23 dello stesso mese per quello Europeo, disponibile per Xbox 360, PlayStation 3 e PC.
Poco meno di due mesi per mettere finalmente le mani su questo videogioco realizzato dagli autori di Hitman: un passaggio di testimone difficile, ma che si spera manterrà le ottime premesse iniziali.
Il mondo delle console e dei videogiochi è sempre più pervaso dalle problematiche relative ai brevetti: basti pensare ad esempio alla Sony che è stata accusata per il sistema dual shock che ne ha reso celebre il controller: pare che l’idea fosse stata brevettata da Immersion, con tutte le conseguenze legali del caso in particolare sul futuro del controller della Playstation 3.
Queste battaglie si verificano spesso non solo in ambito hardware ma anche nel campo software, ad esempio alcune case produttrici sono state accusate di aver copiato dei sistemi di navigazione e controllo del giocatore che già erano stati brevettati.
Questa situazione rischia di abbassare molto il livello del mercato videoludico: da un lato abbiamo software house che depositano dei brevetti magari con idee geniali ma che poi non producono, dall’altro abbiamo case più grandi e potenti che hanno le risorse per produrre, ma si trovano poi coinvolte in cause milionarie da chi ha registrato il brevetto (Sony è stata condannata a pagare 150 milioni per la violazione del brevetto dual shock).
Questo ragazzo ha artigianalmente realizzato una Nintendo Wii portatile, completa di piccolo schermo LCD con ricevente per Wii Remote integrata nella cornice superiore del piccolo schermo.
È qualcosa, a mio avviso, di poco usabile e che in gran parte “uccide” l’aspetto più bello di Wii che è quello di giocare con movimenti realistici davanti ad un grande televisore. Resta, tuttavia, un interessante esercizio di modding di sicuro pregio.
Ammetto che per quanto sia incuriosito dalla console Wii non ho mai pensato di dedicarmici.
Ciò che mi ha sempre lasciato perplesso non è tanto il gameplay, quanto la grafica “rotonda”, che sebbene molto carina e accattivante non mi ha mai ispirato molto.
Potrei però cambiare idea grazie a No More Heroes, videogioco sviluppato dai Grasshopper Studios e diretto dall’ormai leggendario Suda 51, che si è ispirato al film “El Topo” di Alejandro Jodorowsky.
Articolo interessante quanto curioso quello pubblicato sul numero di settembre 2007 del Lancet Infectious Diseases.
Eric T. Lofgren, dell’InForMID, struttura del Department of Public Health and Family Medicine della Tufts University School of Medicine di Boston, e Nina H. Fefferman, ricercatrice del DIMACS, della Rutgers University, affermano che World of Warcraft potrebbe diventare un buon modello per capire come comportarsi di fronte a epidemie reali particolarmente virulente.
In World of Warcraft esiste una malattia letale, il “sangue corrotto” (Corrupted Blood), che può contagiare i milioni di giocatori sparsi nel mondo, e i ricercatori hanno studiato i comportamenti degli avatar quando devono affrontare la possibilità di contagio.
Per puro caso ho scoperto Radiogame, un’interessante iniziativa che con molta ironia si autodefinisce “Radioshow videoludico ad alto intrattenimento, qualunque cosa significhi”.
Una trasmissione in podcast ideata e condotta da Mario Morandi, in collaborazione con il portale Retrogaming, che innesca nell’ascoltatore un divertente effetto amarcord all’insegna delle colonne sonore dei giochi che hanno fatto la storia videoludica.
Arthur Conan Doyle è uno degli scrittori più conosciuti al mondo: il suo personaggio di punta, Sherlock Holmes, è noto forse in ogni angolo del pianeta.
Non c’è da stupirsi quindi che sia diventato protagonista di una serie di videogiochi di buon livello, anche se dalla qualità altalenante.
Frogwares e Focus Home Interactive hanno annunciato pochi giorni fa Sherlock Holmes versus Arsène Lupin, avventura grafica che metterà a confronto il più famoso investigatore di tutti i tempi con il più famoso ladro gentiluomo, creato dallo scrittore Maurice Leblanc.