Tamagotchi, quando i rifiuti diventano un problema
di Massimiliano Puccio - Martedì 10 Giugno 2008 alle 12:45
Creato nel 1996 da Aki Maita, il Tamagotchi è diventato il prodotto più rappresentativo e di grande successo della Bandai. L’uovo artificiale conquistò completamente il mercato a tal punto che diversi produttori concorrenti cominciarono a sformare un numero di uova, scusate, cloni innumerevoli. Era diventato un oggetto d’obbligo e terribile da portare sempre con sé. Perché è un esempio di tecnologia terribile? Perché irritava intensamente.
I proprietari del Tamagotchi punivano la piccola creatura o tentavano di nutrirlo con più cibo e si svegliavano anche alle 6 del mattino per pulire il carico enorme di rifiuti che lo circondava.
La Bandai non si limitò ad osservare il successo ma creò nuove versione con nuove funzionalità per il piccolo mostro fra cui quella di crescere e in qualche modo incrementare la produzioni di rifiuti. Il basso costo del gioco e il semplice approccio lo rendevano coinvolgente non solo per i bambini ma divenne l’idolo delle casalinghe che passavano il tempo a sorvegliare l’inutile creatura e a disperarsi se al ritorno a casa lo trovavano senza vita.
Il grande successo durò parecchio e ancora oggi, sul sito ufficiale della Bandai, possiamo trovare grandi sezioni dedicate a questo fenomeno, senza contare che è stato creato un titolo per il Nintendo Wii chiamato Tamagotchi Party On.
Tags: aiki maita, bandai, rifiuti, tamagotchi

mamma mia che bei tempi!!!!
mia sorellaa me l ha buttato nel cesso il mio tamagochi, mio padre me l aveva regalato xk m ero operata di appedicite
di elena - 12 Giugno 2008 - 16:25
l’ho allevato(anche di notte) intanto che mia figlia sosteneva gli esami di terza media.Sono riuscita a farlo sopravvivere per un bel pò.
di antonella 1947 - 12 Giugno 2008 - 19:12