L’avventura del Duca inizia nel lontano 1991, ma è con Duke Nukem 3D, datato 1996, che il personaggio assume quell’aura di carisma e di icona sarcastica e irriverente che ne ha decretato il successo, e il gioco stesso rimane ancora oggi un punto di riferimento per gli FPS fracassoni e cosiddetti “ignoranti”.
Con premesse del genere un seguito era praticamente inevitabile e difatti gli sviluppatori 3D Realms si misero subito al lavoro, ma le cose non andarono come previsto e Duke Nukem Forever divenne il vaporware per eccellenza. fino a che i ragazzi di Gearbox Software non ne hanno raccolto l’eredità, concretizzando il tutto e dando la possibilità di provarlo dopo dodici anni.
Già dalle prime battute emerge con forza la personalità dissacrante del protagonista che permea tutto li gioco: la versione dimostrativa messa a disposizione in quel di Londra inizia con il Duca in un urinale, alle prese con i suoi impellenti bisogni, mentre a noi viene dato l’importante compito di dar forza al getto con il grilletto destro del pad.
L’interazione fine a se stessa è uno dei marchi di fabbrica di Duke Nukem, e ne abbiamo un altro esempio quando il generale dell’esercito, impegnato a respingere gli alieni, ci chiede un consiglio strategico, dandoci così la libertà di disegnare liberamente sulla lavagna. Ma il tempo stringe, fuori sta scoppiando il finimondo e il nostro Duca imbraccia le armi e affronta un gigantesco alieno all’interno di un campo da football, chiaro riferimento all’ultimo boss di Duke Nukem 3D, e una volta sconfitto ne calcia l’occhio oltre la linea di meta.
A questo punto la visuale si sposta e ci si ritrova in una stanza d’albergo, il Duca ha un pad in mano e due giovani ragazze inginocchiate davanti a lui che sollevano la testa e domandano: “Com’è il gioco? Bello?” “Si” risponde il nostro, “dopo dodici maledetti anni deve esserlo!”.
L’azione cambia ancora e ci porta in un livello più avanzato del gioco, dove tornano i famosi Pig Cop e altre armi storiche come il mitra a quattro canne e lo Shrinker, l’arma con la quale rimpicciolire e schiacciare i nemici con un calcio, oltre a mostrare una sezione a bordo di una dune buggy.
Graficamente è pulito e ben realizzato, ma mostra leggermente il fianco all’età e non può competere con le produzioni più moderne, ma non è l’impianto estetico ciò su cui punta un titolo come questo e l’azione è un tuffo nel passato per chiunque abbia amato Duke Nukem 3D. Convince meno, invece, la scelta di far trasportare non più di due armi per volta, piuttosto insolita per un gioco del genere e che farà sicuramente storcere il naso agli appassionati, che avrebbero preferito portarsi dietro l’intero arsenale e scegliere l’arma più adatta all’istante.
In definitiva, dopo tanti anni di attesa, è bello rivedere il buon Duke vivo e in buona salute, l’atmosfera è rimasta intatta, il gameplay è stato aggiornato quel tanto che basta, nonostante alcune scelte da verificare nel gioco completo. Duke Nukem Forever è atteso, questa volta sul serio, per la metà del 2011 su PC, PlayStation 3 e Xbox 360.
