Civilization V mostrato alla GDC

Civilization V

Annunciato verso la fine dello scorso febbraio, Sid Meier’s Civilization V si è mostrato ai giornalisti presenti durante la Game Developers Conference in corso a San Francisco.

Per anni la serie Civilization è stata uno dei baluardi del gaming su PC, oltre che sinonimo stesso dei giochi di strategia. Probabilmente il brand più celebre dello sviluppatore Sid Meier, uno dei pochi uomini in grado di inserire il proprio nome nel titolo di un gioco e farla sembrare la cosa più normale del mondo.

Una delle peculiarità che ha sempre contraddistinto la saga è quella di permettere un approccio del tutto soggettivo alla partita: si segue lo sviluppo di una nazione agli albori fino al dominio del mondo (o fino alla sconfitta, naturalmente), seguendo un approccio militare, culturale, esplorativo o anche scientifico. La scelta ricade esclusivamente sul giocatore.

Il quinto capitolo della saga, com’è giusto che sia, attinge a piene mani dalle esperienze passate dei prequel, integrandole con tante piccole innovazioni che daranno certamente freschezza al prodotto. Innanzitutto la novità più grande riguarda certamente lo scenario, adesso diviso geometricamente in tanti esagoni. La componente strategica, soprattutto in ambito militare, è quindi portata a un livello mai raggiunto dalla saga. Le unità con attacchi a distanza saranno capaci, diversamente da quanto accadeva nel capitolo precedente, di attaccare effettivamente a un esagono di distanza, opportunamente difese da truppe adatte al corpo al corpo.

Senza contare le interferenze o i benefici dovuti alla conformazione del territorio: fiumi, montagne, laghi, stretti passaggi sono tutte conformazioni logistiche che danno il loro contributo affinché una battaglia prenda una certa piega piuttosto che un’altra. Ma, come già detto, non è l’unico approccio alla gara. Il giocatore può scegliere anche di specializzarsi nelle scienze, dotando le proprie città di un sofisticato apparato culturale che porterà la sua nazione a dominare le altre.

Un’altra novità sono le città stato, delle piccole realtà formalmente neutrali in cui ci si può imbattere durante l’esplorazione. Queste città stato possono essere lasciate neutrali, conquistate, oppure ci si possono instaurare proficui rapporti di commercio e alleanza: se la città stato è di stampo militare, ad esempio, e risulta essere nostra alleata, onorerà l’amicizia donandoci truppe militari ciclicamente dopo pochi turni di gioco.

Graficamente il gioco risulta essere decisamente gradevole. Il territorio, generato casualmente e visto per la maggior parte del tempo dalla classica visuale a volo d’uccello, gode di scorci fantastici e realizzazione verosimile e accurata. Il gioco dovrebbe riuscire a funzionare anche sui PC in grado di gestire Civilization IV, uscito ormai 5 anni fa. Il quinto capitolo della saga dovrebbe debuttare questo autunno.

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