Alla Nintendo non piacciono i giochi difficili

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C’era una volta un tempo in cui i videogiochi erano difficili, ma molto difficili: chiedete a chiunque abbia giocato titoli come Ghosts’n Goblins quanta frustrazione mettesse in corpo quel gioco.

I videogiocatori, però, lo sapevano, erano a conoscenza che ogni nuovo inizio era una nuova sfida ed arrivare al fatidico finale era un’impresa di cui fregiarsi con gli amici.

Evidentemente alla Nintendo non la pensano in questo modo e sull’onda dell’allargamento ad un pubblico sempre maggiore di utenti di videogiochi, magari non così appassionati da sudare sette camicie per abbattere un boss, ha ritenuto fosse il caso di aiutare maggiormente l’utente portandolo per mano attraverso il gameplay.

Nintendo ha infatti preso accordi con l’ufficio brevetti degli Stati Uniti d’America per registrare un’applicazione, da implementare nei futuri videogiochi, che darebbe aiuto agli utenti nell’affrontare determinati passaggi ostici e troppo complicati di un titolo.

La mente dietro questa applicazione è quella dell’onnipresente genio giapponese Shigeru Miyamoto, game designer di rinomata fama: a lui, infatti è accreditata la richiesta di brevetto presentata all’Ufficio americano.

Il sistema di aiuti non permetterà però di saltare a piè pari intere fasi di gioco o qualche boss particolarmente ostico, ma di evidenziare il punto debole del boss medesimo o il mezzo per eludere un passaggio giudicato dall’utente troppo difficile.

Nella richiesta di brevetto si legge che lo scopo del sistema di aiuti è quello di permettere anche ai giocatori che non hanno tanto tempo di godere dei contenuti del gioco in modo sufficiente:

È possibile aiutare il desiderio dell’utente di arrivare alla fine di un gioco prima che il suo interesse diminuisca inevitabilmente. Per risolvere questo problema, verrà inserito una modalità di controllo del gioco per diminuirne la difficoltà, proprio durante l’esperienza ludica stessa, offrendo un suggerimento per permettere la continuazione del titolo stesso.

Nintendo non ha rilasciato dichiarazioni in merito, ma è chiaro che un tale sistema di aiuti è stato concepito per aumentare la marcia di avvicinamento ai cosiddetti casual gamer, cioè a chi non vuole perdere tanto tempo davanti ad una sfida ma solo passare mezzora di spensieratezza.

Quanto epico ed appagante può ancora essere scontrarsi contro un Ganon, battibile in ogni momento grazie ad un aiutino dall’alto?

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Commenti

  1. [1]

    In realtà questa sarebbe un’ottima soluzione al “problema” dei giochi sempre più facili, perché toglierebbe agli sviluppatori il peso di dover creare giochi adatti a tutti.

    In pratica, penso che potrebbero nuovamente tornare a realizzare i giochi come meglio credono, senza più preoccuparsi che per alcuni potrebbero risultare troppo complessi.

    Questo farebbe felici anche i giocatori esperti: nessuno li obbligherebbe a giocare con gli aiuti, infatti. ;)

  2. [2]

    Infatti, nessuno sarebbe costretto, ma la tentazione sarebbe tanta, mi sembra di tornare al periodo dei film interattivi, ove, nella foga di mostrare tutti i “favolosi” filmati, si poteva saltare facilmente da un capitolo all’altro della storia. Ricordo “Phantasmagoria”, ad esempio.
    E’ il fatto in sè che a me risulta sbagliato, va a minare l’essenza stessa del divertimento vieodludico che risiede anche nel “superare i propri limiti” con abilità e passione.
    Prendiamo lo sport, se non sono veloce, non corro i cento metri o mi alleno per migliorare, non è che inforco una bicicletta e lo faccio lo stesso!
    Poi gli aiuti già ci sono: guide e trucchi vari. A questo punto diamo la possibilità di “vedere” il gioco senza giocare, facciamo prima!

  3. [3]

    totalmente d’accordo con Luigi. Ma totalmente che più totalmente non si può! ^^

  4. [4]

    Perché, però, limitare la possibilità di giocare a chi è meno bravo/ha meno tempo a disposizione?

    Se non si resiste e si guarda la soluzione, in fondo, sono “problemi” personali, e chi veramente vuole giocare senza trucchi può farlo benissimo.

  5. [5]

    Nel dubbio, allora, diamo pure la possibilità di guardare il gioco senza giocare così si fa prima.

    Il videogioco è tale perchè presuppone, tra i suoi elementi, una sfida. Se non c’è tempo, pensa che c’ho messo quattro mesi per finire Metal gear Solid 4 per mancanza di tempo, vuol dire che, invece di cercare la via più facile, l’appassionato, interessato davvero ai videogiochi, perderà più tempo su di un passaggio.

    Alla fine, te lo garantisco, la soddisfazione sarà di gran lunga maggiore rispetto all’uso della guida o dell’aiutino dall’alto.

    Il punto nodale è sempre quello: perchè si videogioca? Si prendono sul serio i videogiochi come medium o sono solo un passatempo come un altro? Per me sono arte e metterci impegno a superare un ostacolo, presupposto da uno sviluppatore, e riuscirci, vuol dire anche far giustizia al suo operato.

    In ogni caso, come dici, tu stessa, Marina, sono problemi personali, non c’è niente di male ad usare guide o trucchi, ma è lo spirito che non mi piace, la Nintendo, nella sua foga di accaparrarsi più utenti possibili, sta perdendo di vista lo spirito stesso che l’ha portata a creare giochi mastodontici come Mario o Zelda.

    A questo punto, perchè creare un gioco da quaranta ore, quando la soglia di attenzione è così bassa? Meglio crearne uno di un paio d’ore, magari facile facile, senza effetti grafici e dal game play ultra semplificato.

  6. [6]

    Infatti. Ci sono giochi da fare “a tempo perso” come wii sport e 42 classici senza tempo, e giochi fatti apposta per essere “divorati” (come final fantasy o metal gear solid o lo stesso super mario). Sono due categorie differenti, e da quando esistono i videogiochi, gli stessi videogiocatori scelgono tra queste due. C’è chi non ha tempo per cui compra un gioco “giusto per passare il tempo”, come fifa/pes (anche se nel 2009 la modalità diventa un mito fa eccezione alla categoria XD) o 42 classici senza tempo o brain training etc (sono semplicemente esempi), poi ci sono i videogiocatori ai quali piacciono le sfide, i giochi appassionanti che ti tengono incollato allo schermo per superare un enigma e sapere come và a finire, giochi tipo metal gear solid, final fantasy, god of war, zelda, eccetera. Il mio parere non è di annullare la prima categoria, ma di lasciare semplicemente tutto com’è…

  7. [7]

    Anche leggere un libro/vedere un film richiede dedizione ed attenzione, ma ciò non toglie che, all’occorrenza, si possono anche sfogliare le pagine ed arrivare alla frase che ci interessa, magari per citarla/mandare avanti i capitoli di un film per rivedere una scena in particolare.

    Il sistema brevettato da Miyamoto è di più che offrire un semplice aiuto, piuttosto garantirebbe una maggiore flessibilità ai videogiochi, il che non potrà che fare bene al media.

    Tra l’altro, la possibilità di giocare qualsisi punto del gioco senza dover rifare tutto dall’inizio è interessantissima per chi, come me, ama disegnare. Ci avete mai pensato?

  8. [8]

    ***Tra l’altro, la possibilità di giocare qualsisi punto del gioco senza dover rifare tutto dall’inizio è interessantissima per chi, come me, ama disegnare. Ci avete mai pensato?***
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    scusa, correggimi se sbaglio, ma non è per quello che esistono i punti di salvataggio (per gli amici save points)? forse ho capito male però…

  9. [9]

    Sicuramente anche in un libro ed in un film si può barare, ma vuol dire che quel determinato libro o quel determinato film non hanno fatto abbastanza presa su chi ne sta fruendo, allora basta metterli da parte.

    Nessuna opera d’arte o che si ritenga tale nasce per una fruizione abbozzata, prendiamo un libro giallo: la bellezza sta proprio nello scoprire pian piano gli indizi che porteranno l’investigatore a scorprire l’assassino, con una partecipazione del lettore, la quale verrebbe a mancare se esso leggesse direttamente l’ultima pagina.

    Prendiamo i Soliti Sospetti, film in cui la visione di ogni singola scena è vitale per il climax finale, quanto ne uscirebbe deturpato se saltassimo direttamente alla scena finale?

    Verrebbero deturpate l’opera stessa e soprattutto l’idea dell’autore. Nei videogiochi la decisione dello sviluppatore della difficoltà di un passaggio deriva anche da considerazioni di ordine narrativo. Pensa a Final Fantasy VII, lo scontro contro Sephiroth, che senso avrebbe se potessimo bypassarlo senza problemi, ne uscirebbe irrimediabilmente cancellata tutta l’epicità.

    Ripeto, per non fomentare la polemica, del resto siamo tutti appassionati, ognuno è libero di fare quello che si vuole, ma si discute tanto di arte nei videogiochi e una tale feature non ne aiuterebbe la causa.

  10. [10]

    I punti di salvataggio in molti giochi sono insufficienti per quello che intendo io.

    Per quanto riguarda il resto, io rimango della mia opinione, ed ho già spiegato i miei motivi.

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