Il grandissimo successo di Zak Mc Kracken su C64
di Demetrio Porcino - Martedì 16 Giugno 2009 alle 10:03
Zak Mc Kracken and the Alien Mindbenders è uno di quei giochi che fa parte della cerchia dei titoli indimenticabili usciti su Commodore 64. Un’avventura grafica pubblicata nel 1988 dalla LucasArts (al tempo conosciuta come Lucasfilm Games) e frutto delle menti geniali di David Fox e Matthew Kane, che lo crearono in soli 9 mesi (dalla sua ideazione al suo completamento), spendendo complessivamente solo 100.000 dollari (marketing compreso).
La trama del gioco era ambientata nell’anno 1997: il mondo è minacciato da una terribile macchina aliena che, tramite televisione e telefono, manda segnali che rendono gli umani più stupidi, facendone oggetto di conquista. Zak, un giornalista frustrato che lavora per un giornale scandalistico (il National Inquisitor), Annie Larris, Melissa China e Leslie Bennett, tre studentesse di Yale, devono tentare di salvare l’intera razza umana distruggendo la diabolica macchina creata dagli alieni.
Dalla grafica semplice (addirittura imbarazzante, se confrontata con i titoli attuali), il gioco era concettualmente facile e basato sul sistema punta e clicca. Limitato nella giocabilità e spesso anche monotono in alcuni passaggi, Zak creava però un’immedesimazione incredibile e davvero fortissima con il giocatore fino al suo completamento. Inoltre, era davvero molto longevo e presentava un’atmosfera piacevole ed esilarante, ricca di quegli spunti umoristici marchio di fabbrica della produzione videoludica della mitica Lucasfilm.
Dal punto di vista tecnico, il motore del gioco era il celebre SCUMM (script creation utility for maniac mansion), creato inizialmente per la realizzazione di Maniac Mansion, e che venne poi usato in altri titoli come Monkey Island, Indiana Jones and the last crusade.
Il titolo venne originariamente pubblicato per il Commodore 64, ma, visto il grande successo, successivamente fu convertito per Amiga, Atari ST e per PC, utilizzando la grafica EGA. Un’ulteriore versione fu successivamente sviluppata per il poco fortunato sistema FM Towns giapponese con grafica VGA e musica da CD.
la popolarità di Zak Mc Craken nel nostro paese fu tale che nell’aprile 1989 la rivista italiana di videogiochi Zzap! recensì il presunto “sequel”, intitolato “The Mindbenders are back”. Al gioco venne attribuita una valutazione del 99% e la “Medaglia d’Oro”, con tanto di foto e commenti. In realtà era il “pesce d’aprile” annuale della redazione (che, fra l’altro, divenne uno dei più famosi scherzi videoludici di sempre), ma nel frattempo tantissimi lettori avevano già chiamato una casa distributrice di videogiochi per accaparrarsi una copia del gioco.
Tags: avventura grafica, lucasarts, SCUMM, zak

F A N T A S T I C O . semplicemente una genialata, non tanto per la grafica, ma per quello che potevi e dovevi fare nel gioco per andara avanti.. l’idea dell’uovo nel microonde.. :D io ci avevo provato a farlo appena avuto un microonde in casa.. UNA FIGATA vederlo scoppiare esattamente come nel gioco!!
di flavio santini - 16 Giugno 2009 - 18:26
Un inchino! Geniale… oserei dire impossibile (per me) finirlo senza soluzione. E come dimenticare lo scherzo di Zzap citato nella recensione! hehehe, che tempi ragazzi! Lo so, noi nostalgici ci ripetiamo continuamente con questa affermazione, ma come si può essere così insensibili da non esclamarla???
Il personaggio con gli occhiali, il nasone ed i baffoni assomigliava al papà dell’amico con cui ero solito giocare a ZAK. Per questo, tra me e me, l’avevo ribattezzato con il nome di suo papà: Giuseppe. Non gliel’ho mai detto… Giulio, se leggi questo blog, ora lo sai! :D
di Michele - 19 Giugno 2009 - 15:35