Il mito di Space Invaders

space invaders

Era il 1978 quando debuttò uno dei primi videogames della storia, uno degli arcade più famosi di tutti tempi: Space Invaders.

Proprio come Bobble Bubble, anche questa pietra miliare è firmata Taito, a conferma del successo strepitoso che conobbe la casa produttrice in quegli anni.

Il gioco, ovviamente dalle classiche dinamiche lineari, consiste nello sconfiggere orde di alieni stilizzati sparando con un cannone mobile con lo scopo del miglior score possibile.

Non immaginiamoci mondi fantastici, personaggi in tre dimensioni e paesaggi da far accapponare la pelle, ma semplicemente una schermata nera, una schiera di alieni che scendono pian piano e il nostro cannone mobile che si muove a destra e a manca sparando all’impazzata, tutto accompagnato da un caratteristico sound.

Space Invaders in sala giochi

Ma non finisce qui perché oltre a prestare particolare attenzione ad evitare i proiettili sparati dagli innumerevoli nemici, occorrerà anche concentrarsi su tutti i possibili bonus (per esempio vite aggiuntive o munizioni più potenti) che si potranno raccogliere, aiutandoci così a migliorare il nostro score personale.

Come ogni buon arcade che si rispetti, anche in Space Invaders il player si troverà con un livello di difficoltà sempre maggiore ad ogni avanzamento di livello.

Da un semplice coin-up che era, Space Invader è stato riproposto in innumerevoli versioni, più coinvolgenti e graficamente più belle, praticamente per tutte le console, in particolare per quelle Nintendo, ma anche per quelle targate Atari oltre che per sistemi quali Commodore 64, Apple II e MSDos.

Space Invaders è uno delle pietre miliari dell’arcade, è un mito del passato che, per tutti gli amanti dei videogiochi d’altri tempi, riscoprirlo rappresenterà certamente un’occasione imperdibile, magari consultando questo sito Web che offre una fedele riproduzione del gioco che era: www.spaceinvaders.de

Commenti

  1. [1]

    Gioco entrato davvero nel mito. Per la precisione il gioco nacque il 16 giugno 1978.

  2. [2]

    Per me e’ stato il primo videogioco (se si esclude il “tennis” di quelle consolle in BN con 6 o piu’ giochi tutte varianti delle mattonelle con la palletta quadrata…)

  3. [3]

    Sì è vero, stiamo parlando di un gioco mitico, che ha segnato la giovinezza di tanti miei coetanei d’altri tempi. Andavamo ad “insert coin” al bar sotto casa e facevamo le partite a due (una vita a testa): cominciava la musica cupa, martellante e ripetitiva (ti metteva l’ansia perchè creava suspence ed era il segnale che dovevi muoverti), i piccoli mostri si muovevano in riga orizzontale e quando arrivavano al lato opposto dello schermo tutti insieme scendevano di una riga mandando giù i proiettili (nelle macchine da bar erano colorati… gialli, rossi, verdi… non ho mai capito se i colori avessero significati diversi), nel frattempo iniziava dall’alto un’altra riga e poi un’altra ecc., fino a quando (se riuscivi a sopravvivere) dovevi sparare contro decine di proiettili che ti venivano giù da tutte le righe occupate dai mostriciattoli avanzanti. Se superavi il primo livello, dovevi affrontare le stesse difficoltà a velocità sempre maggiore (ed anche il ritmo della musichetta diventava più incalzante e ansiogeno), cui si aggiungevano bombardamenti più pericolosi e sofisticati. Di più non vi so dire perchè non credo di aver mai superato il secondo livello!!! Ora però ho un vecchio 286 che mi è stato regalato da chi voleva disfarsene e cosa ho trovato dentro? SPACE INVADERS IN AMBIENTE MSDOS. Una bella fortuna con C maiuscola, vero?

  4. [4]

    @ Carissimo
    Quelli delle macchine da bar, soprattutto i numerosi cloni di
    Space Invaders, per ragioni di costi inizialmente erano tutti
    costruiti con monitor in B/N sul cui cinescopio venivano
    applicate delle pellicole adesive colorate trasparenti.
    Ed i colori, no, non avevano un significato… spesso variavano
    da macchina a macchina… a seconda della pellicola adesiva
    disponibile!!!

Inserisci il tuo commento

Aumenta l'altezza della textarea Riduci l'altezza della textarea