Il problema dei download illegali di materiale coperto da copyright è un tema sempre attuale, soprattutto quando si parla di videogiochi, fin troppo spesso scaricati dai più svariati siti dedicati al peer-to-peer. Per arginare questo fenomeno alcuni publisher, con le loro divisioni europee, hanno cominciato a dare una caccia spietata ai pirati, cercando di identificarli tramite il loro indirizzo IP registrato durante il download, per poi chiedere loro un risarcimento.
A riportare la notizia è TorrentFreak, che cita aziende come Square-Enix, Ubisoft, Codemasters, Atari e tante altre piccole e grandi, le quali starebbero mandando lettere con richieste di risarcimento che vanno da 300 fino a 1.000 euro per ogni copia dei loro giochi scaricata illegalmente.
Una simile iniziativa era stata adottata qualche tempo fa da CD Projekt, sviluppatore della serie The Witcher, senza però troppa fortuna: il tracciamento dell’indirizzo IP non si è rivelato un metodo particolarmente preciso e, sotto la pressione dei fan, il team ha deciso di rinunciare.
Ma i publisher non demordono e il rischio per i pirati si fa sempre più alto. Cosa ne pensate di iniziative simili? Publisher e software house sono autorizzati a intraprendere azioni di questo tipo, oppure va oltre al loro libertà d’azione?
