One on One: il basket su C64 con Dr. J e Larry Bird

Nel lontano 1983, Electronic Arts lanciò su Commodore 64 (e poi anche su altre piattaforme) uno dei primi videogame di basket, un gioco che rimarrà famoso per molto tempo: One on One: Dr. J vs. Larry Bird, meglio conosciuto come One on One. Si trattava di un gioco basato sullo scontro uno contro uno di due dei migliori giocatori della NBA (la lega professionistica di basket americano) del tempo: Larry Bird dei Boston Celtics, considerato da molti il più forte giocatore bianco di ogni tempo, e Dr. J, alias Julius Erving dei Philadelphia 76ers. Fu il primo titolo ad avere il nome di un atleta (anzi due, in questo caso) sulla copertina, e fu anche il primo videogame sportivo per PC a vendere oltre 100.000 copie.

Creato da Eric Hammond, One on One era estremamente divertente per l’epoca, nonostante una qualità tecnica molto limitata. Graficamente, gli sprite che rappresentavano i due contendenti sul campo da gioco erano infatti grezzi e blocchettosi, e se non fosse stato per la diversa colorazione di pelle (uno bianco e l’altro nero) e capelli i due atleti virtuali sarebbero stati irriconoscibili fra loro. Il campo da gioco era composto da una sola metà con un unico canestro, delimitato solo da una striscia per i tiri da tre punti e da una grezza area sotto canestro. Niente pubblico, niente panchine, solo due piccoli quadranti in alto sullo schermo che segnalavano il tempo di gioco e il punteggio. e anche il sonoro era minimalista e ridotto all’osso.

Eppure, nonostante questi limiti, il gioco fece epoca grazie alla sua giocabilità, semplice ma appagante: il giocatore doveva manovrare l’atleta scelto sia in fase di attacco cercando di fare canestro, sia in difesa nel tentativo di bloccare la palla e di impedire il canestro avversario. Poche mosse, ma sufficienti a garantire molte ore di divertimento. E che goduria quando una schiacciata potente buttava giù l’intero tabellone facendo entrare in scena l’inserviente vistosamente indispettito…

Inoltre, i due giocatori avevano delle caratteristiche ben diverse (almeno per le possibilità hardware dell’epoca), e ciò garantiva un minimo di varianti di gioco, stimolando il divertimento. Dr. J era più forte nel jumper e più veloce, mentre Bird era più preciso nel tiro e maggiormente predisposto al rimbalzo. Si poteva scegliere se giocare contro un amico o contro la CPU, che alla difficoltà più alta garantiva davvero una buona sfida. Al livello Pro infatti, il computer riusciva a stoppare quasi ogni tiro in difesa e a segnare quasi sempre in attacco, e ciò ovviamente imponeva una grande pratica per riuscire a vincere. Ma il fattore più importante era il divertimento che, pur nel minimalismo grafico e sonoro, consentiva molte ore piacevoli.

One on One fu uno dei titoli più lucrativi per Electronic Arts a quei tempi: creato originariamente su Apple II, il gioco ebbe il massimo successo poi per Commodore 64 (la più famosa), e altre versioni seguirono per Amiga, Macintosh, Atari 7800, Atari 8-bit, TRS-80 Color Computer. Nel 1988, ne venne realizzato un sequel, Jordan vs Bird, per PC, Sega Genesis, Commodore 64 e Nintendo Entertainment System. Il titolo presentava una grafica molto più realistica e qualche nuova opzione di gioco, come la gara di schiacciate (con Jordan) e quella del tiro da 3 punti (con Bird). Più bello a vedersi e migliore tecnicamente, questo sequel non riuscì però ad eguagliare il successo e la popolarità del primo gioco, ancor oggi ricordato come uno dei capostipiti del basket videoludico.

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Commenti

  1. [1]

    C’ho giocato fino a consumarlo, che nostalgia…

  2. [2]

    Anche io ci ho giocato parecchio.

  3. [3]

    Beh, che ci fosse solo metà campo e non ci fossero panchine è normalissimo, trattandosi di un Uno contro Uno… ;)
    Gioco molto divertente, soprattutto in multi.

  4. [4]

    Stupendo! Una cosa non ho mai capito: fuori area c’era una specie di barra orizzontale che progrediva di tanto in tanto.. che significava?

  5. [5]

    La barra era l’indicatrice della “stanchezza”, se arrivava oltre un certo punto il giocatore non saltava quasi più e andava più lento. A quel punto però si poteva chiamare un time-out (2 a disposizione in totale per giocatore) per ripristinare l’energia. Fantastico :)

  6. [6]

    ah si? pensa te non ci avevo mai fatto caso! tnx luchino!

  7. [7]

    Non è possibile giocarci in rete, sarebbe bellissimo.

  8. [8]

    Giocato?!? Eh eh eh…. io ci gioco ancora..!!!
    Le mie sfide col Commodore 64 nel lontano 1983…Ah, nostalgia.. =)
    Alsifar: il VICE, l’emulatore multipiattaforma di vari computer Commodore, ha un’opzione chiamata appunto “gioco in rete”. Non so se sia sperimentale (per me che uso MorphOS, si..). Ma è da provare… ;)

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