Magnavox Odyssey, la prima console per videogiochi
di Barbara Celli - Mercoledì 24 Settembre 2008 alle 16:31
Ancor prima del più noto Pong di Atari, fece la propria comparsa un apparecchio modesto e rudimentale che, tuttavia, conquistò il titolo di prima console per videogiochi mai uscita sul mercato.
Il Magnavox Odyssey, progettato da Ralph H. Baer nel 1968 e commercializzato 4 anni più tardi, era una macchina alimentata a batterie, sprovvista di audio e dotata di una grafica decisamente approssimativa.
Si trattò, però, di una vera e propria rivoluzione considerando che, per la prima volta, si concepì uno strumento per videogiochi dedicato all’ambiente domestico.
Il sistema Odyssey, basato su un’intricata rete di componenti elettronici, non possedeva una memoria fisica e il “pacchetto” in commercio includeva, appunto, un tabellone per segnare i punteggi manualmente.
Il funzionamento della console era affidato ad ulteriori supporti, quali una serie di cover colorate trasparenti, da posizionare sullo schermo della TV per ottenere gli sfondi di gioco, e due controller che consentissero gli spostamenti in direzione orizzontale e verticale.
Le cartucce, piccole schede dotate di jumpers, generavano il gioco semplicemente connettendo in modi diversi i diodi interni della console.
Nonostante le buone premesse, Odyssey fu però un insuccesso commerciale, le cui cause principali sono da ricercare negli imperdonabili errori di marketing compiuti da Magnavox.
Quest’ultima, infatti, non specificò mai chiaramente che la console poteva funzionare con l’ausilio di un qualsiasi televisore, tanto che la maggior parte degli acquirenti si convinse che l’apparecchio fosse supportato solo da TV di marca Magnavox.
Anche il prezzo decisamente alto, corrispondente a circa 100$ per articolo, e il fatto che Odyssey fosse distribuita solo presso i negozi Magnavox, furono pecche che ne limitarono la diffusione.
Vennero comunque venduti oltre 350.000 apparecchi prima che l’azienda americana proponesse nel 1975 Odyssey 100, sistema più economico e tecnicamente perfezionato.

oddio, guardandolo non ho dubbi sul fatto che ebbe poco successo. Fossi stato un ragazzino americano dell’epoca anch’io avrei preferito andarmene a giocare all’aperto…
di guizza - 24 Settembre 2008 - 16:57
Bisogna essere stati ragazzini all’epoca per capire. Io lo ero. frequentavo le elementari e ricordo ancora l’emozione che provai quando i miei genitori me la regalarono per Natale. Era sì un videogioco, ma a metà strada fra una consolle e i giochi da tavolo, così diffusi allora, per giocare in compagnia. La posseggo acora,intatta, nella sua scatola conservata con gelosa cura
di Marco - 18 Gennaio 2009 - 12:18