Activision sperimenta per monetizzare l’online

Modern Warfare 2

Durante la conferenza di BMO Capital Markets, il direttore finanziario di Activision Thomas Tippl si è espresso in merito di un possibile cambiamento di strategia per quanto concerne lo sfruttamento dell’online di brand come Call of Duty o Guitar Hero.

La questione, in particolare, rimanda alla fusione avvenuta nel 2008 fra Activision e Vivendi, dalla quale è nata l’attuale Activision Blizzard. Ciò significa che Activision, guardando semplicemente al proprio interno, ha di fronte a sé l’esempio vivente di come si possa creare una comunità di giocatori online fedele e incredibilmente remunerativa. Parliamo naturalmente del capolavoro di Blizzard World of Warcraft, che dal punto di vista del produttore è una vera e propria macchina da soldi.

È stata quindi posta a Thomas Tippl una domanda cruciale: è possibile che il successo di World of Wacraft possa influire sulle strategie future riguardo l’online di Call of Duty? Tippl ha innanzitutto sottolineato come il modello di World of Warcraft sia difficile da trasferire così com’è in un altro contesto, ma ha poi aggiunto che dovremmo aspettarci politiche diverse di sfruttamento dell’online:

Noi abbiamo una grande esperienza anche con Call of Duty, dimostrata dal successo riscontrato su Xbox Live e Playstation Network. Inoltre siamo molto impegnati nella costruzione e nel design della piattaforma Battle.net. Io penso che la collaborazione con Blizzard sia benefica per entrambi i team, e penso che dovreste aspettarvi da noi molti test su nuovi modelli di monetizzazione dei nostri grandi brand come Call of Duty.

Che sia la nascita di un MMO impostato come uno sparatutto in prima persona? O forse verranno limitati taluni contenuti del gioco, un po’ come accade già ora con il digital delivery a pagamento?

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