Nel mondo variegato dei programmatori più famosi di ogni epoca, un posto di tutto rispetto spetta a Jeff Minter (detto Yak), un programmatore inglese (è infatti nato a Reading il 22 aprile 1962) celebre però forse più per le sue stranezze che per dei videogame particolarmente brillanti.
Dall’aspetto più simile ad un hippie (capelli lunghissimi, barbone incolto e vestiti da “figlio dei fiori”) che ad un serio professionista della programmazione, Minter divenne celebre nei primi anni 80 per una serie di videogiochi particolari, innovativi ed anche divertenti, sebbene tecnicamente non brillantissimi.
Minter ebbe successo inizialmente per il suo particolare stile psichedelico ed i suoi “sintetizzatori di luce”, ma anche per i titoli con vari animali esotici, come Attack of the Mutant Camels ed il suo sequel, stranissimi e di buon impatto sul pubblico.
La storia videoludica del programmatore inizia sul Commodore PET della scuola, dove realizza il suo primo videogioco (Andes Attack del 1981) per Commodore VIC-20: uno shooter stile Defender. Nel gioco si segnala per la prima volta la presenza di quegli animali che ossessioneranno Minter fin dall’inizio: lama, pecore, yak e simili. Ma comincia anche l’utilizzo di colori acidi, altra caratteristica “standard” dei titoli minteriani.
L’anno dopo (1982) fonda la sua software house Llamasoft, con la quale produce i suoi titoli più celebri, come Gridrunner, Hover Bovver ed il già citato Attack of the Mutant Camels.
Vero spirito libero, Minter, nei suoi momenti d’oro, non volle mai sfruttare completamente in senso commerciale il suo talento ed i suoi videogame, e così con il passare del tempo, il mercato videoludico divenne per lui un tabù, un luogo dove non riuscì più ad esprimere completamente la sua creatività.
Nel corso degli anni successivi il programmatore inglese si dedica così a progetti minori e di scarso livello: per Atari crea Tempest 2000 (remake dell’arcade Tempest), mentre nel 2002 provvede alla conversione di alcuni suoi titoli per Pocket PC. Sempre nel 2002, comincia lo sviluppo di Unity per Nintendo Gamecube, in seguito abbandonato. Nel 2007 infine rilascia Space Giraffe, attraverso l’Xbox Live Arcade, titolo però di scarso successo e stroncato duramente dalla critica.
Mente psichedelica e spirito assolutamente libero: ecco come definire in poche parole Jeff Minter. A 47 anni, il programmatore inglese ha ormai raggiunto l’età della maturità assoluta, ma continua a mantenere un occhio vigile e critico sul mondo dei videogame. Molto schietto nelle sue dichiarazioni (celebri le sparate contro i suoi stessi videogame), Minter è considerato ancor oggi da molti uno dei pochi guru ancora presenti nell’industria videoludica. Resta il fatto, però, che, a parte l’indiscutibile originalità, i suoi titoli non sono certamente mai stati sorretti da una qualità tecnica di buon livello, e, per questo motivo, il paragone con altri mostri sacri della programmazione lo vede senz’altro perdente.