La maggior parte di noi giocatori è abituata a vedere al mondo dei videogiochi attraverso le uscite per console e PC: Unreal Tournament, Metal Gear Solid, PES, Age of Empires (ma l’elenco potrebbe continuare ancora con molti nomi) rappresentano per molti il punto di riferimento principale, il metro di paragone per giudicare i molti e a volte troppi titoli che quotidianamente vedono la luce sugli scaffali dei negozi.
Molto spesso però si ignora l’esistenza di un sottomondo differente, un bozzolo di originalità ed idee che spesso, pur con tutte le limitazioni dovute ad un budget ridotto, regala titoli paragonabili in tutto e per tutto alle controparti commerciali: è questo il mondo delle produzioni indipendenti, portate avanti con passione da team di poche tenaci persone.
Ma cosa può realizzare un team con pochi soldi e molte idee? Semplice, ecco a voi Infinity: The Quest for Earth.
Nel leggere le caratteristiche di questo Infinity sono rimasto molto sorpreso se non addirittura incredulo: i programmatori promettono la presenza di milioni di diversi pianeti, realizzati e gestiti attraverso tecniche procedurali e con la promessa di un’orbita dei pianeti realistica così come la distanza tra i vari sistemi solari.
Questo MMORPG tutt’ora in lavorazione, e sarei molto sorpreso del contrario visto l’esiguo tempo di sviluppo, permetterà al giocatore uno sviluppo in assoluta libertà del proprio impero: non ci saranno classi o skill da scegliere poichè in qualsiasi momento si potrà scegliere le proprie mosse senza restrizioni.
Da poco è stato rilasciato il prototipo del sistema di combattimento insieme ad un video del gioco, con lo scopo di dare un’idea delle potenzialità e per effettuare un primo e vero test.
I commenti, come prevedevo, sono stati più che positivi, a dimostrazione del fatto che per realizzare un gioco di successo non è necessario utilizzare concept inflazionati e ripetitivi, non credete anche voi?
