BioShock 2 rischia la censura

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Gamesindustry riporta la notizia riguardante la possibile censura in Gran Bretagna del secondo episodio del videogioco BioShock. L’articolo presenta l’opinione di Vincent Scheuer, consulente per l’industria dei videogiochi, che ha argomentato il suo parere in un discorso tenutosi alla Develop Conference di Brighton.

Scheuer si è detto preoccupato perché esiste un precedente non confortante: RockstarGames, nonostante sia risultata vincitrice nella battaglia contro la censura di ManHunt 2, ha dovuto sopportare ingenti costi per spese legali. Questi costi avrebbero potuto tagliare fuori dal business dei videogiochi un qualsiasi sviluppatore indipendente.

Nel discorso Scheuer ha approfondito la questione illustrando i motivi dell’iniziale censura che includono l’elevato grado di realismo e la mancanza di humour. BioShock 2 sembra avere le carte in regola affinché riceva lo stesso trattamento dalla commissione giudicatrice.

L’intervento nella conferenza si è concluso con una critica ai media, ai giornalisti ed agli sviluppatori che non sono stati in grado di difendere i videogiochi censurati in maniera opportuna. Un riferimento in particolare va a ELSPA che si era detta in accordo con la decisione della BBFC di censurare ManHunt 2.

I prossimi mesi saranno importanti per capire se le preoccupazioni di Scheuer si trasformeranno in realtà.

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Commenti

  1. [1]

    si Bioshock aveva delle pennellate violente ma non era mai gratuita. L’atmosfera che si respirava in quel gioco era unica, un vero capolavoro, l’ho amato alla follia.

    Non vorrei davvero vedermi negato il seguito.
    Ma il rating per età è valido solo per i film porno?

  2. [2]

    @Luca: Non non funziona come per gli altri mercati che propongono materiale riservato ad un pubblico adulto. Ciò avviene perchè c’è di mezzo la tutela dei più piccini.

    Anche le varie classificazioni (una su tutte la classificazione PEGI, acronimo di Pan European Game Information) non sempre sono in grado di evitare l’acquisto di un gioco violento anche ad un bambino di 12 anni o meno (ciò avviene a causa della superficialità di alcuni genitori).

    Pertanto oltrepassato un determinato limite c’è la censura.

    A questo link è presente un editoriale con una smpatica divagazione che cerca di capire il motivo di questa differenziazione. Ti anticipo che è parecchio lungo.

    Buona lettura
    Saluti
    Francesco

  3. [3]

    Grazie Francesco.
    La mia era una domanda un po’ ironica.
    Seguo tristemente queste problematiche da anni ormai e si…sono cose che fanno cascare le braccia.
    L’editoriale che proponi (letto tutto:P) fa riferimento soprattutto all’italia, i cui problemi partono innanzitutto dalla nostro ridicolo universo giornalistico, è però vero che queste crociate per la censura non partono da noi (non contiamo nulla, ammettiamolo) ma da nazioni-guida come l’Inghilterra, talmente bigotta e ossessionata dalle buone maniere da aver dato alla luce il punk, il metal, un paio di generazioni di ubriaconi e un tasso di criminalità giovanile paragonabile a quello d’oltreoceano.

  4. [4]

    Perfettamente d’accordo sulla sorgente delle crociate sulla censura; per quanto riguarda la tua opinione sull’universo giornalistico italiano cercheremo di farti cambiare opinione con i nostri articoli. :-)

    Saluti
    Buon pomeriggio
    Francesco

  5. [5]

    per fortuna non ho ancora preso l’abitudine di fare di tutta l’erba un fascio, ma dovete ammettere che la Vostra categoria non gode (più) di molta stima.
    Merito forse di chi ha saputo farsi un nome per poi metterlo all’asta?
    :p

    Comunque sarebbe ora che si soffi via un bel po’ di ignoranza telematica-informatica-videoludica nel nostro Bel Paese…

    vi seguo sempre assiduamente :)

  6. [6]

    ma esiste una censura sulla violenza gratuita ? e GTA V ? si strizza l’occhio su un simulatore di Mafia ?

  7. [7]

    dipende sempre cosa si intende per violenza gratuita.

    Se parliamo di un film, un ibro o un videogioco horror chi stabilisce il limite?

    Io credo che piuttosto che limitare la creatività sia ora di regolarne la vendita, creando fasce di mercato per età come per qualsiasi altro prodotto (dalla pornografia al tabacco agli alcoolici).
    Poi una volta che il sistema sarà funzionante starà alle case produttrici decidere se distribuire un prodotto vietato ai minori o meno.

    Ad hollywood ad esempio ricorrono spesso a tagli e modifiche per poter rientrare nei limiti imposti per ogni categoria.

  8. [8]

    Secondo me è presente anche un problema di distribuzione. I giochi riservati agli adulti dovrebbero avere canali di distribuzione diversi in maniera tale che non cadano nelle mani dei bambini in maniera così semplice come può avvenire al giorno d’oggi.

    In questo modo penso che i più piccoli sarebbero maggiormente tutelati.

  9. [9]

    così però francesco stiamo deresponsabilizzando i commercianti.
    Comunque un bambino può afferrare quel che vuole ma deve passare dalla cassa.
    E’ il venditore (come per i tabaccai) che deve imporre l’ultimo divieto, è a lui che è affidato il controllo.

    Per non parlare dei genitori che comprano ad occhi chiusi per poi lamentarsi se loro figlio sta svaligiando una banca, investendo pedoni, andando a puttane…

    Io comunque sono cresciuto staccando teste a mortal kombat e credo di esser venuto su decentemente

  10. [10]

    Infatti, io avevo parlato di una diversa distribuzione proprio pensando ai genitori che non sono abbastanza informati e quindi inconsapevoli che il gioco che stanno regalando al proprio figlio non è adatto all’età dello stesso.

    In questo modo c’è il rischio di saltare la responsabilità dei commercianti che vendono il gioco ad una persona adulta.

    Problema ancora più grave è rappresentato dagli ipermercati dove non so chi dovrebbe effettuare il controllo dato che i cassieri non sono degli addetti vendita (e quindi non sempre sono a conoscenza di questo tipo di informazioni) e il cliente si serve in totale autonomia.

  11. [11]

    in quel caso magari ci potrebbero essere casse apposite, come ad esempio quelle per gli elettrodomestici, generalmente vicine al reparto.
    Per assurdo.
    E’ un discorso troppo controvers che non si risolverà mai.
    Anche perché non frega niente a nessuno di risolverlo.

    L’unica è il cambio generazionale: magari i nostri nipoti che si troveranno in parlamento gente della nostra generazione, cresciuta in mezzo alla tecnologia, riusciranno a crescere in un mondo un po’ più sensato da questo punto di vista.

  12. [12]

    ma fatemi il piacere il primo giocoche ho avuto per pc a 7 anni è stato gta 3 e non sono diventato un fallo non vado in giro a rapinare banche e a investire persone in motorino

  13. [13]

    tu semmai avrai la testa a posto ma ci sono altri ragazzi che purtroppo nn hanno la testa a posto e se vedono un gioco come questo ovviamente credono che se lo fanno davvero nessuno dice niente.
    e cmq diciamo tante volte abbasso alla mafia e alla camorra,
    ma se poi si pubblica un gioco che sembra quasi esaltarla e ovvio che la censura deve fare quanto più gli è possibbile per fermarli

  14. [14]

    va bene che bisogna salvaguardare i minori…ma da qui a bloccare la vendita di videogiochi violenti …dai
    Personalmente a me non piacciono i giochi tipo “viva pinhata” preferisco un bello sparatutto…io stesso son cresiuto a botte di doom e carmageddon[il primo quello originale, con sangue e polizia] eppure non ho ancora ucciso nessuno…limitare ok, fare legge per rendere vietata la vendita a minori di certa fascia ok, ma bloccare no. prendetevela con le famiglie che comprano ad occhi chiusi, non col videogioco.

  15. [15]

    Per quanto mi riguarda la censura è una cosa assurda e proviene dalla mentalità bigotta per cui un videogame è qualcosa riservato ai bambini.
    Per come la penso io un videogame non è solo un gioco, ma una storia da vivere nei panni di un personaggio, è alla stregua di un libro o un film, e in quanto tale la censura serve soltanto a cambiare e rovinare un’ idea e quindi un’ opera che in quanto tale deve restare come è stata scritta, filmata o programmata dal suo autore.
    Non c’ è censura nel film “trainspotting” in cui la droga è tema centrale, non c’ è censura in “fight club” in cui la violenza è praticamente esaltata allo stremo, non c’ è censura nel libro “il conte di montecristo” in cui la vendetta diventa l’ unico sentimento che smuove il protagonista come non c’ è censura in qualsiasi altro libro o film, allo stesso modo non deve esserci censura nei videogame, che la violenza sia immotivata o dovuta, esaltata o estremizzata, in quanto “opera” un videogame non dovrebbe mai essere diverso da come i suoi ideatori lo hanno progettato.
    Concludo postandovi il link di un video del finale di un film che mi è subito saltato in mente leggendo la notizia… si chiama “thank you for smoking” e appunto in un certo senso tratta e ironizza anche la censura, guardatevi il video e le ironiche modifiche fatte per coprire le sigarette nei 30 secondi successivi al minuto 03:00

    http://www.youtube.com/watch?v=sxIGcpas_wk&feature=related

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