Snow World, un gioco per guarire le ferite riportate in guerra

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Essere coinvolti in una guerra è una delle cose più dolorose che un soldato può incontrare nella sua carriera ma alcune statistiche rivelano che si soffre di più nella fase di guarigione dalle ferite piuttosto che per via dei traumi originali.

Per tal motivo al centro di ricerche di Realtà Virtuale Analgesia dell’Università di Washington hanno pensato di realizzare un gioco che sia in grado di supportare i pazienti nella fase di guarigione.

La notizia è riportata da Ars Technica.

Il gioco era utilizzato da diverso tempo con i bambini per favorire le fasi di riabilitazione ma adesso è cominciata la fase di sperimentazione sui soldati.

I primi risultati sono sorprendenti e superano le aspettative dei cuoi creatori.

Le ferite possono essere particolarmente dolorose per i soldati: basti pensare che le terminazioni nervose vengono notevolmente danneggiate e la pelle potrebbe ritrovarsi in condizioni orribili.

Snow World, questo è il nome attribuito al gioco, ha dato la possibilità di dimostrare empiricamente che i pazienti sottoposti a cure percepiscono una sensazione di dolore inferiore se si trovano impegnati a giocare.

Un altro vantaggio offerto da questa soluzione è che sono necessari meno interventi del medico che può operare in maniera più tranquilla disponendo di un paziente più rilassato.

Considerati i risultati, si sta pensando anche ad una estensione ad altri ambiti applicativi, ad esempio in quelle situazioni operative in cui l’eccessivo dolore provocato ai pazienti rende necessaria una anestesia totale.

Il gioco è piuttosto semplice: si tratta di un semplice gioco 3D (mostrato nel video in basso) in cui i pazienti sono immersi con un casco dotato di display montato sulle loro teste che li isola totalmente dal mondo reale catapultandoli nel mondo virtuale costruito nel gioco.

In tal modo la mente è impegnata più sul gioco piuttosto che sulle cure mediche ricevute e, pertanto, percepiscono meno dolore e il medico riesce a lavorare meglio.

Nei test effettuati con questa cura (che potremmo definire distrazione dal dolore) sono stati ottenuti miglioramenti sostanziali nei confronti delle modalità di cura tradizionali.

In basso è riportata una dimostrazione di questa nuova tecnologia accompagnata da una testimonianza di un soldato che ha potuto essere sottoposto al sistema.

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