Superpaint, un primitivo software grafico
di Barbara Celli - Giovedì 30 Aprile 2009 alle 10:08
Superpaint, pioneristico software grafico, celebra la propria comparsa nell’aprile del 1973 come risultato finale di un progetto nato dalla collaborazione fra Alvy Ray Smith e Richard Shoup, due ambiziosi ricercatori della Xerox PARC.
Fra i primissimi programmi di computer grafica e video digitale ad utilizzare un frame buffer (ovvero una speciale memoria ad alta velocità della scheda video) è un vero e proprio precursore nel suo campo.
In una sua dichiarazione, lo stesso Shoup ammette:
“(… )Da una più ampia prospettiva, capimmo che lo sviluppo di SuperPaint segnava l’inizio di una sinergia fra due delle più potenti e significative tecnologie mai inventate: il digital-computing e il teleschermo”.
Il frame buffer utilizzato consiste in 16 schede di circuiti stampati con chips di shift register da 2-Kbit.
L’utilizzo di memorie shift register al posto del nuovo “Intel 1103″, chip di memoria a semiconduttori, viene giustificata da una maggiore densità di bit, un costo più basso e una già affermata affidabilità.
SuperPaint vanta, inoltre, la presenza di tutti quegli strumenti e caratteristiche essenziali, ormai comuni nei programmi attuali di computer grafica, come la gestione della tonalità e della saturazione dei dati elaborati o la scelta personalizzata, tramite una apposita tavolozza, fra varie linee e forme geometriche, pennelli, matite e colori con possibilità di auto-riempimento dell’immagine.
Utilizzato per la creazione di animazioni sofisticate, che vanno dagli spot pubblicitari a filmati per la NASA, SuperPaint fa guadagnare ai suoi creatori un Emmy Award nel 1983 e un Academy Award nel 1998.
