David Kaemmer, era un predestinato: nato in Indiana a un’ora di macchina dallo storico circuito di Indianapolis, cresciuto con la passione per i motori e l’informatica.
Nel 1987 con Omar Khudari fonda la Papyrus Design Group che fu presto messa sotto contratto dall’Electronic Arts. I videogiocatori più esperti ricorderanno che Papyrus era sinonimo di simulazione automobilistica e chi ha trascorso ore e ore a limare i tempi di Indy 500 sa cosa intendo.
Indianapolis 500 fu proprio il gioco (pardon, simulazione) con cui i Papyrus fecero il loro straordinario debutto nel 1989. Uscì inizialmente la versione DOS, seguita da quella Amiga nel 1990. All’epoca il concetto di “PC-simulation” non era così scontato, il pubblico era abituato agli arcade e le possibilità di andare incontro a un fallimento (almeno commerciale) erano alte.
Ma le qualità di Indy 500 erano tali e tante che conquistò schiere di piloti virtuali. La curva di apprendimento era ripida, a volte era veramente frustrante, ma il grado di sfida e il costante miglioramento delle proprie prestazioni regalavano soddisfazioni impagabili. Oggi un videogioco di corse automobilistiche con un solo circuito (ovale, per giunta) sarebbe improponibile, vent’anni fa evidentemente no.

In compenso era possibile scegliere fra tre monoposto, ovviamente con caratteristiche e reattività ben diverse.
La March-Cosworth, guidabile, per i principianti, con scarse prestazioni; la Penske-Chevrolet, gialla, con il cruscotto digitale, buona anche per vincere le gare; infine la Lola-Buick, la scorbutica rossa preferita dai veri appassionati.
Sebbene le gare fossero molto divertenti anche per il fatto di poter rivedere gli spettacolari incidenti con l’innovativa funzione replay, si diffuse ben presto fra i giocatori la rincorsa al miglior tempo. Complici le riviste del settore che invitavano a spedire foto a testimonianza del “giro più veloce”.
A parte il fatto che fotografare il monitor nitidamente non era proprio facilissimo, iniziarono estenuanti sessioni di qualifica con pochi galloni di carburante nel serbatoio e pista libera (ovviamente con i dettagli al minimo per guadagnare qualche frame).
I parametri su cui agire per la messa a punto erano tantissimi: l’incidenza degli alettoni, la mescola, la pressione e l’allineamento verticale (camber) dei pneumatici e la loro inclinazione rispetto alla pista (che presentava tutte curve a sinistra e in pendenza); la rigidezza delle sospensioni e infine, cosa importantissima, la lunghezza dei rapporti del cambio.
I più smaliziati si accorsero presto che la Lola-Buick ben assettata andava ben oltre le 235 miglia orarie che segnava il tachimetro a fine corsa e incuranti delle temperature segnalate dalla spia rossa lampeggiante iniziarono a scendere sotto il muro dei 38 secondi.
La competizione perse un po’ di sapore quando furono smascherati i “bari” che vantavano tempi impossibili, evidente frutto di un fotoritocco.
I fasti di Indianapolis 500 continuarono con IndyCar Racing (1993) e IndyCar Racing II (1995) che dal punto di vista della pura simulazione e della fisica della monoposto rimasero sempre un paio di gradini sopra l’acclamata serie Formula 1 GP di Geoff Crammond.
Nel 1995 i Papyrus lasciarono Electronic Arts per la Sierra e sotto questa etichetta nel 1998 rilasciarono l’altro loro capolavoro, quel Grand Prix Legends di cui prossimamente torneremo a parlare su queste pagine.
Papyrus Design cessò ufficialmente la sua attività nel 2003, dopo l’ennesimo gioco dedicato alla formula NASCAR.
Dalle ceneri del suo prestigioso marchio, David Kaemmer fondò la FIRST, in seguito ribattezzata iRacing.
La nuova compagnia ha acquistato la licenza per l’utilizzo della tecnologia sviluppata in Sierra-Vivendi e da pochi mesi ha dato il via alle iscrizioni per l’utilizzo del suo rivoluzionario simulatore online.
Gioco fantastico su cui “persi” ore e ore.. momenti indimenticabili!!! qualcuno sa dov’è possibile scaricare o ritrovare il gioco.. Pensate che io mi divertivo con la demo…
di ferocesalatino - 31 marzo 2009 - 12:51
Per rigiocare oggi Indy500 il sistema più pratico è WinUAE che emula perfettamente la versione Amiga
di Fabio Carletti - 31 marzo 2009 - 16:01
ecco come si chiamava, non ricordavo più il nome di questo gioco!!! se non sbaglio avevo indycar racing per pc: bellissimo!!!
di Francesco Ferretti - 31 marzo 2009 - 16:37
Fantastico!
Quante ore e quante diottrie perse…
Io avevo la versione per Amiga 500..
di Danilo - 31 marzo 2009 - 23:50
ragazzi che tuffa al cuore… vorrei rigiocarci!! ma dove è possibile scaricarlo? con emule non si trova… ma poi funzionerà sui nostri pc??
di alberto - 6 giugno 2009 - 17:48
lo trovi con google, cercando “abandonware”.
per giocarci, devi usare dosbox
di massimo m. - 9 giugno 2009 - 19:15
Stupendo?io ce l’avevo, è sempre stato uno dei miei giochi preferiti perchè, nonostant la grafica un pò scarna, era davvero difficile e realistico?quante sfide con mio fratello a chi riusciva a creare il miglior setup, esse più veloce, percorrere più giri, vincere qualche gara!!!
di Marcostraz - 14 ottobre 2009 - 14:38