Tag Archives: censura

Giochi censurati e bannati: il caso australiano

In questi ultimi mesi ha fatto molto discutere il ban della Microsoft nei confronti delle console modificate, misura legittima almeno nell’ottica della guerra alla pirateria.

L’impossibilità per alcuni giochi di essere commercializzati in alcuni Paesi rappresenta, però, una forma di ban ben più discutibile.

Per quanto strano possa sembrare, infatti, situazioni di questo tipo si verificano ancora, è sconcertante che il problema riguardi anche stati democratici come l’Australia.

Il “caso australiano” è tornato sotto la luce dei riflettori proprio in questi giorni, sia per il rifiuto di classificare Aliens vs. Predator in questa nazione (il gioco sarà però nuovamente valutato il 18 dicembre), sia perché ha visto dei recenti sviluppi da parte del governo australiano.

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Euro Parlamento: “I giochi online dovrebbero avere un bottone rosso per i genitori”

Da un articolo pubblicato dalla commissione del mercato interno sul sito ufficiale del Parlamento Europeo emerge che è necessario mettere a disposizione dei genitori un bottone rosso per disattivare velocemente i giochi online che considerano inappropriati per i propri figli.

La notizia è riportata da GamesPolitics.

Anche se PEGI funziona bene, il rapporto propone di inserire in console, computer ed altri dispositivi di gioco un bottone rosso che consenta ai genitori di disattivare un gioco o controllarne l’accesso in determinati orari.

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GTA: Chinatown Wars è da bollino rosso

Edge Online riporta alcune notizie sul nuovo episodio di Grand Theft Auto: GTA:Chinatown Wars per Nintendo DS.

Secondo quanto riportato nella scheda sul sito, GTA: Chinatown Wars ha superato l’esame della BBFC (British Board of Film Classification), ente di classificazione britannico per i videogiochi e non solo.

Il titolo si è guadagnato un 18+ ed è stato riservato solo ad un pubblico adulto; un bel “bollino rosso” quindi per la creazione della Rockstar Leeds.

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GTA IV e la censura

GTA IV sembra ormai la vittima preferita di giornali, telegiornali, e altri media per sottolineare la violenza nei videogiochi, senza mai spiegare i sistemi di classificazione come il PEGI.

A questo sistema si sta ormai abituando Rockstar che, dopo il caso già esaminato in queste pagine, ha modificato volontariamente e preventivamente la versione console del gioco per il mercato australiano.

Alcuni rumors avevano già fatto notare la cosa verso il mese di aprile, e poi il team fu costretto a confermare il fatto, affermando che le modifiche non sono comunque considerevoli.

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F.E.A.R. 2 bandito dall’Australia

Le scuri precise e taglienti della censura si sono riabbattute a valanga sul mondo dei videogiochi, incuranti del valore che hanno all’interno del medium videoludico i titoli che colpiscono, e legate a schemi e prospettive che arrivano da altri media.

Anche stavolta, come successe per Fallout 3 e Silent Hill: Homecoming, il teatro di questo evento è l’Australia con in testa il loro organo di controllo: il famigerato O.F.L.C. (Officie of Film and Literature Classification).

Questa volta, invece di suggerire e concertare modifiche con gli sviluppatori ha deciso di tagliare alla radice il problema.

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Joker censurato in Mortal Kombat vs DC Universe

Di imminente arrivo su PlayStation 3 e Xbox 360, Mortal Kombat vs DC Universe è il titolo che riunisce i roster di personaggi appartenenti sia alla celebre saga picchiaduro, sia all’universo fumettistico immaginario creato dalla DC Comics.

Pur con le migliori intenzioni e premesse, il gioco sta incontrando alcune difficoltà nel presentarsi nei negozi (l’arrivo è atteso tra pochi giorni) così come il team di sviluppo l’ha fin dall’inizio concepito.

Attraverso un’intervista rilasciata da Boon di Midway a Kotaku.com, vengono infatti confermate le voci secondo cui il titolo sia stato ritoccato nei contenuti per venire incontro alle solite esigenze degli organi addetti alla censura, in questo caso l’ESRB.

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Un semaforo per dirigere i genitori

Sembra che nel Regno Unito i genitori non si trovino bene con il PEGI (Pan European Game Information), cioè con il sistema di ratings, usato in tuttta Europa che indica i limiti di età sotto i quali non è consigliato il gioco.

Per ovviare a questa situazione l’ ELSPA (Entertainment and Leisure Software Publishers Association) ha provveduto ad alcuni accorgimenti per rendere più chiaro e familiare la suddivisione dei detti limiti anche nel Regno Unito.

L’ELSPA ha predisposto, infatti, un sistema che usa i colori di un semaforo per indicare i limiti di età consigliati: ovviamente il rosso indicherà il divieto ai minori di diciotto anni, scendendo nella scala semaforica i limiti si attenuano con un giallo per i minori di dodici anni, fino al pieno verde dei tre anni.

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Silent Hill, problemi di immigrazione in Australia

Da poco si sono spenti gli echi della polemica scoppiata in Australia per le droghe incluse in Fallout 3, che avevano inizialmente provocato l’impossibilità del futuro capolavoro di varcare i confini australiani, ed ecco che l’Office of Film and Literature Classification di Australia segna un’altra tacca nella sua attività censoria

Stavolta l’indesiderato prodotto, è Silent Hill: Homecoming, il quale, già oberato da problemi tutti i suoi che ne stanno rovinando l’hype, deve affrontare anche questo ennesimo ostacolo.

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Nintendo risponde alle critiche a Mad World

Nella giornata di ieri parecchie associazioni di genitori inglesi hanno criticato Nintendo e il gioco Mad World.

Le critiche, relative ai contenuti violenti del titolo in sviluppo presso gli studi Platinum Games (interni a Sega), culminavano addirittura con la richiesta di non pubblicare il gioco nel Regno Unito: la stessa sorte che toccò al bistrattato Manhunt 2.

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BioShock 2 rischia la censura

Gamesindustry riporta la notizia riguardante la possibile censura in Gran Bretagna del secondo episodio del videogioco BioShock. L’articolo presenta l’opinione di Vincent Scheuer, consulente per l’industria dei videogiochi, che ha argomentato il suo parere in un discorso tenutosi alla Develop Conference di Brighton.

Scheuer si è detto preoccupato perché esiste un precedente non confortante: RockstarGames, nonostante sia risultata vincitrice nella battaglia contro la censura di ManHunt 2, ha dovuto sopportare ingenti costi per spese legali. Questi costi avrebbero potuto tagliare fuori dal business dei videogiochi un qualsiasi sviluppatore indipendente.

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