Purtroppo no, o meglio “non esattamente”. A chi già stava esultando al pensiero di un ipotetico “Dreamcast 2? e di un ritorno alla ribalta della storica software (e hardware) house dobbiamo infatti rivelare che, in realtà, quella dell’immagine qui accanto non è una vera e propria nuova console ma una piattaforma che includerà 20 giochi del Mega Drive/Genesis, 14 giochi arcade e 16 giochi sportivi.
Chiamata Zone40, questa console è solo l’ennesima macchina di un gran numero di prodotti simili in cui appaiono titoli sotto licenza SEGA, tra cui quelle create e distribuite da AtGames, ma a differenza di queste ultime non sarà dotata di uno slot per le cartucce originali né sarà compatibilità con le card SD.
Sega è un marchio storico del mondo videoludico. Fondata nel 1940 ad Honolulu nelle Hawaii, Stati Uniti con nome di Standard Games, la società era stata pensata dai pionieri Martin Bromely, Irving Bromberg, e James Humpert per offrire degli svaghi elettronici ai tanti soldati americani nelle basi militari. La società americana decise però di seguire il traino del mercato e si trasferì a Tokyo, Giappone nel 1951 e l’anno dopo cambiò il proprio nome in “SErvice GAmes of Japan” (da cui SEGA).
Il lavoro iniziò ad andare bene con i primi coin-op elettromeccanici e dopo la fusione con la Rosen Enterprices (che si occupava di stand fotografici automatizzati) iniziò un successo entusiasmante con la produzione parallela di software, giochi e franchise (come Zaxxon, Out Run, Virtua Fighter, Sonic) e hardware nella forma di coin-op e poi console da casa (MegaDrive, Saturn, Dreamcast) fino a giorni moderni. Dall’abbandono dello sviluppo hardware da casa del 2002 ad oggi, la SEGA si è concentrata su giochi importanti multipiattaforma, ma non ha disdegnato uno sguardo al proprio passato.
In un’intervista al Guardian, Peter Moore, Presidente della EA Sport, ha ricordato i tempi in cui era a capo della Sega of America e ha riflettuto sui motivi della prematura dipartita di una delle console più innovative e sottovalutate degli ultimi tempi.
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, il Sega Dreamcast, messo in commercio alla fine degli anni novanta, fu la prima console a 128 bit, la prima che annoverò tra le frecce al suo arco un servizio online pratico e funzionale.
Altra feature che offriva era una visual memory card sulla quale potevano essere scaricati bonus e giochi, senza contare i capolavori che poteva vantare quali Soul Calibur, Skies of Arcadia e l’indimenticabile incompiuto, Shenmue.
Il Dreamcast era la console di casa Sega progettata per rivoluzionare il mondo dell’intrattenimento casalingo. Si trattava di una macchina potente e dalle enormi potenzialità, ma destinata ad essere annoverata fra i più grandi flop tecnologici della storia.
Uscita in Giappone nel 1998, presentava un assetto hardware impensabile per l’epoca: un muscoloso cuore a 128 bit, contro i “miseri” 32 della Playstation. Era anche predisposta per il collegamento al Web e l’invio di email e presentava un catalogo di periferiche davvero imponente: tastiere, pistole, joystick, volanti e pedane per la danza. Interessante anche la possibilità di scaricare aggiornamenti per i giochi. Portando il marchio Sega poteva anche sfruttare un parco titoli praticamente illimitato, comprendente nomi che hanno fatto la storia dei videogames: Shinobi, Out Run, Altered Beast, Wonder Boy, Sonic e molti altri. Con simili presupposti il successo sarebbe dovuto essere assicurato, no?
Sulle pagine del sito spagnolo MeriStation è comparso un “rumor” decisamente interessante. SEGA potrebbe essere al lavoro su ShenMue III, terzo capitolo della bellissima saga iniziata ormai quasi un decennio fa su Dreamcast.
L’annuncio ufficiale, sempre stando all’indiscrezione in questione, potrebbe giungere in occasione dell’Electronic Entertainment Expo, in scena la prossima estate a Los Angeles. Fino ad allora, non ci resta che attendere e sperare per quello che potrebbe rivelarsi uno dei giochi più interessanti del prossimo periodo.
Sembra sempre più confermarsi l’intenzione di Nintendo di pubblicare vecchi giochi per Wii senza apportare migliorie tecniche, se non quelle legate al sistema di controllo o l’aggiunta di qualche extra per rendere il prodotto più appetibile.
Proprio in queste pagine abbiamo già parlato delle conversione di Resident Evil 4, Resident Evil 0, The House Of The Dead 2 & 3, solo per citarne alcuni. Il 28 marzo giungerà nei negozi un titolo che risale addirittura al lontano 1998. Stiamo parlando di Sega Bass Fishing.
Distribuito nel nostro paese da Halifax, è un simulatore di pesca che da un decennio buono fa capolino in ogni sala giochi che si rispetti e, con la sua impostazione decisamente arcade e il caratteristico controller a forma di canna da pesca, ha fatto di molti di noi dei provetti Sampei.
Nella storia dei videogiochi, o meglio ancora nella storia delle console, ci sono stati dei sistemi che pur avendo ottime caratteristiche non hanno raggiunto il successo sperato e l’ultimo in ordine temporale è proprio il Dreamcast.
Molte volte ho pensato al motivo che avesse portato alla sua prematura scomparsa dal mercato: leggendo le caratteristiche mi rimane difficile credere che una console a 128 bit, con modem integrato e ottimo parco titoli sia uscita dal mercato dopo appena 3 anni.