Diablo 3 è ancora al centro delle polemiche. Alcuni utenti che utilizzavano il gioco in ambienti Linux grazie a WINE, studiato proprio per giocare i titoli Windows, sono stati bannati da Blizzard per l’utilizzo di un software di terze parti non autorizzato. Montano però feroci proteste verso lo sviluppatore, perché i ban sono arrivati solo un mese e mezzo dopo l’uscita del gioco.
Dal prossimo 1 aprile Sony priverà gli utenti PlayStation 3 della possibilità di installare altri sistemi operativi, come ad esempio Linux, sulla propria console.
Come si evince dal comunicato ufficiale comparso su PlayStation Blog, la decisione è dipesa da non meglio specificati problemi di vulnerabilità del sistema causati, per l’appunto, da sistemi operativi non proprietari. Da non sottovalutare inoltre la lotta alla pirateria, nettamente più ardua quando l’utente sceglie di basare il proprio sistema sulla piattaforma open source.
Il gaming professionale è sbarcato anche su Linux. I seguaci del pinguino lo sanno già da tempo, da quando sono comparse le OpenGL e la grafica 3D. Oggi una nuova prova si aggiunge, arriva Alien Arena 2009, il primo gioco Open Source che non ha nulla da invidiare a Quake e Unreal Tournment.
Sei modalità di gioco, tante armi, e molte mappe, dei veri e propri labirinti, sono le carte vincenti di questo titolo. La possibilità di poter giocare in rete, e partecipare ai tornei ufficiali della federazione sono il risultato di mesi di duro lavoro.
Le qualità tecniche? Eccone alcune: supporto GLSL, support OpenAL, Ogg Vorbis, file musicali stereo, effetti di illuminazione e di fogging.
Un po’ di tempo fa, su queste pagine, si è parlato della disponibilità della demo di World of Goo, sottolineando l’originalità di questo puzzlegame partorito dalle menti di Kyle Gabler e Ron Carmel.
Adesso i due, entrambi ex dipendenti di Electronics Arts, hanno annunciato sul proprio sito (2DBoy) il rilascio della versione per GNU/Linux.
Si autorizza l’uso e/o la modifica di questa immagine a condizione che venga riconosciuto il mio nome lewing@isc.tamu.edu e quello di GIMP, se qualcuno lo chiede.
Si tratta dell’unica condizione, legata alla diffusione dell’immagine di TUX, imposta da Larry Ewing quando nel 1996 vinse un concorso legato alla realizzazione del logo per il kernel Linux.
Simbolo di una delle maggiori espressioni della filosofia del software libero (GNU GPL), TUX venne realizzato con GIMP, un pacchetto grafico distribuito come free software.
Era un martedì il 17 settembre del 1991, quando “Linus Torvalds“, allora studente universitario presso “l’University of Technology” di Helsinki(Finlandia), rende pubblica la prima versione del kernel Linux, la 0.01.
Torvalds chiamava il suo kernel Freax (una combinazione tra “FRee”, libero, “frEAk”, strano, e “X”, per indicare la caratteristica di un sistema Unix-like), ma “Ari Lemke” che aveva messo a disposizione lo spazio Web per alloggiare il progetto, decise autonomamente di chiamare la directory Linux (dalla combinazione di LINus Unix).
“Streammygame.com is a FREE to join community website that incorporates a number of games services including Game Streaming. It is revolutionizing the core fundamentals of the computer games industry because members can play games and software applications remotely.”
Per i meno esperti di inglese lo traduco per farvi capire un po’ meglio: “Streammygame.com è una community gratuita che incorpora una serie di servizi specifici su videogames incluso il Game Streaming. E’ una rivoluzione dei principi fondamentali dell’industria dei videogames per computer, perché i membri di questa community possono giocare ed utilizzare applicazioni da remoto.”
Una console portatile delle dimensioni di una Nintendo DS ma basata su una distribuzione di Linux ritoccata per l’occasione. Pandora, la console open source in arrivo nei prossimi mesi (stando a quanto dichiarato dal suo team di sviluppo) e che potrebbe rivelarsi una graditissima ed inaspettata sorpresa.
Mentre la console war si fa sempre più serrata, tra annunci di nuove uscite in esclusiva, possibili futuri restyling e strategie di marketing studiate nei minimi dettagli, c’è un team di sviluppatori di Dallas che potrebbe rovinare (o almeno infastidire) i sogni di monopolio delle grandi aziende da sempre protagoniste dell’intrattenimento videoludico.
Stiamo parlando dei ragazzi dietro al progetto Pandora, una console portatile basata su una distribuzione di Linux appositamente modificata, strada, in realtà, già percorsa, anche se con risultati poco incoraggianti, dalla GP2X.