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Marina Mandrelli -
Giovedì 10 Settembre 2009 alle 10:26

Da qualche giorno circolano informazioni e immagini del nuovo Okami, seguito di quel titolo uscito prima su PS2 e poi convertito su Wii che, pur essendo artisticamente stupendo e caratterizzato da un’ottima giocabilità, non ha venduto quanto avrebbe meritato.
Nonostante l’accoglienza meno positiva del previsto e lo smantellamento del team di sviluppo che si era occupato del gioco (Clover Studio, di cui i membri principali sono poi confluiti in Platinum Games), comunque, Capcom sembra volerci riprovare con questo secondo titolo.
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Cristiano Ghidotti -
Lunedì 5 Maggio 2008 alle 15:24

Abbiamo già parlato nei mesi scorsi, proprio su queste pagine, di Okami. Il gioco, confermato di recente in arrivo nei negozi europei per il prossimo 13 Giugno, ci metterà nei panni di Amaterasu, dea giapponese che una volta assunte le sembianze di un lupo bianco, sarà impegnata a salvare il mondo da misteriose forze oscure, in un’avventura ambientata nell’antica storia nipponica.
Non si tratta di un progetto nuovo, il videogame venne infatti realizzato da Clover Studio e distribuito da Capcom già nel 2006 per PlayStation 2; mentre la conversione ora attesa su Wii, è a cura dei californiani Ready at Dawn.
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Antonio Arenella -
Martedì 5 Febbraio 2008 alle 12:20

Okami, il nuovo gioco prodotto da Clover Studio, già presente su PlayStation2 e di prossima uscita anche su Wii, è praticamente snobbato dal pubblico, nonostante gli apprezzamenti della critica. Il gioco infatti presenta uno stile un po’ particolare, dove la poesia e il movimento si fondono, donando al videogiocatore delle esperienze indimenticabili.
Nel gioco dovremo impersonare la dea creatrice del Giappone, che, sotto le sembianze di un lupo bianco, avrà il compito salvare il mondo dalla minaccia di un terribile demone.
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Moreno Tiziani -
Martedì 20 Febbraio 2007 alle 16:31

In epoca di videogiochi next gen e motori grafici di ultima generazione, l’industria videoludica sembra puntare sempre più su prodotti che ricalcano, dal punto di vista grafico e contenutistico, il mondo "reale": c’è ancora posto, allora, per la sperimentazione artistica?
Vero che bisognerebbe innanzitutto capire se il videogame sia o meno una forma d’arte che trasmette sensazioni al videogiocatore. Sensazioni non solo cinetiche e appaganti, ma anche estetiche e cariche di un significato che va oltre l’esperienza di gioco.
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